la stanza di Mario CerviI tribunali decentrati costano molto e rendono pochissimo

I politici hanno perso la testa. Accentrare gli uffici giudiziari vuol dire allontanare i cittadini dalla giustizia. Se gli uffici sono decentrati, poniamo il caso, succede una rissa, i protagonisti e i testimoni si presentano al giudice con davanti agli occhi i fatti appena avvenuti, perdono al massimo qualche ora senza eccessivo pregiudizio per le loro occupazioni. E il processo si conclude con rapidità e aderenza a quanto avvenuto. Accentrando gli uffici giudiziari succede che si giudica a distanza di tempo e di luogo, con i ricordi non più lucidi, con perdita di giornate intere e sospensione dalle proprie occupazioni, non escluse spinte o ripensamenti. È solo un esempio dei tanti.
Treviso

Caro Di Bianco, la sua idilliaca rappresentazione dei testimoni d'una rissa - anche dei partecipanti ad essa, immagino -che vengono portati immediatamente davanti a un giudice per l'accertamento delle responsabilità, dista anni luce dalle vere procedure della giustizia italiana. Estenuantemente lenta, fatta di rinvii, ricorsi, eccezioni, proroghe e via dicendo. Sono per l'accorpamento degli uffici giudiziari -con la cancellazione di tribunali, procure, giudici di pace - perché nell'era dell'automobile conta poco che una causa sia discussa a venti chilometri di distanza dalla propria residenza piuttosto che a cinquanta. Molti Tribunali piemontesi furono figli del clientelismo giolittiano, il grande Luigi Einaudi si aggregò poi all'andazzo e perorò la nascita della pretura di Dogliani. Adesso la rivolta contro i tagli è soprattutto meridionale, con sceneggiate tra il drammatico e il farsesco. L'idea che la moltiplicazione degli uffici accosti lo Stato alla gente è stata smentita dai fatti. S'era detto che con le regioni il cittadino avrebbe sentita più vicina l'autorità, invece ha avuto la vicinanza di una nuova costosissima struttura burocratica sovrapposta a quelle già esistenti. Il taglio degli uffici superflui è utile, anzi necessario: anche se i campanilismi e gli interessi locali vorrebbero che gli uffici in discussione fossero sempre e tutti preservati, ad evitare chissà quali catastrofi sociali. La vera catastrofe sta nella proliferazione di entità burocratiche inutili, o utili soltanto ai burocrati.