la stanza di Mario CerviIl bridge è un ponte per attraversare il tempo con la mente lucida

All'Asl di Bergamo tengono molto alla salute mentale dei dipendenti. E, per non farla arrugginire, hanno istituito un corso/torneo di bridge - non in orario di lavoro, naturalmente - che, alla guisa di un programmato personal trainer, ne mantiene allenato il cervello, diversamente a rischio atrofizzazione. L'intelligente iniziativa è però, a nostro parere, cagionevole: non regala gli stessi benefici al corpo. Ci permettiamo allora di suggerire un terapeutico e giornaliero corso/torneo di biliardo, in piedi, con gli atleti, pardon i dipendenti, che camminano intorno al rettangolo verde e piegano correttamente il corpo per non «steccare». Un vero toccasana, per il fisico. Alla mente pensa il bridge.
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Caro Brambilla, mi pare d'aver colto, nella sua lettera, un sottofondo d'ironia bonaria. Quasi che l'iniziativa della Asl di Bergamo appartenesse all'immenso catalogo delle stranezze e delle futilità. Sento il dovere di pronunciarmi sia in favore del bridge, come esercizio per allenare il cervello, sia in favore della Asl bergamasca da lei citata. Onore a Bergamo che - si tratti del bridge o si tratti della spedizione garibaldina dei Mille - è in prima linea. Non credo, pro domo mea, che esista un rapporto diretto tra l'intelligenza e la bravura alle carte. Giuoco da oltre mezzo secolo, e non ho mai superato il livello della mediocrità. Qualche volta vado anche in un circolo milanese che si chiama «Il nuovo salvadanè», salvadanaio, dove hanno indulgenza per le mi sviste e dove è impossibile rovinarsi con le perdite ai tavolini verdi. I grandi giocatori hanno un talento innato che a me decisamente manca. Del resto nessuna persona priva di quel talento che pratichi il tennis o il ciclismo può illudersi di diventare, grazie ad assidui esercizi, Roger Federer o Fausto Coppi. Ma per tenere svegli l'attenzione e la concentrazione il bridge è quanto di meglio si possa immaginare. Non si tratta, questo lo concedo, d'una attività che migliori il fisico. Per quello scopo è meglio il nuoto. Ma al cervello qualche aiutino lo dà. Il che vale in particolare per gli anziani e le anziane, che è preferibile s'impegnino nel bridge piuttosto che starsene inebetiti davanti a un programma televisivo, fosse anche la Peppa Pig idolatrata dal mio bisnipotino Andrea. E poi il bridge favorisce in chi lo pratica l'illusione di potere e sapere evadere dalle meschinità quotidiane. Ve lo immaginate Ian Fleming che racconta di James Bond dedito alla briscola? No, per l'agente 007 non può esserci nulla di meno d'un grande slam della morte.