la stanza di Mario CerviIl giustizialismo retroattivo non ha rispetto per la legge

La presunzione di Epifani non ha limiti, 4 o 5 professori costituzionalisti hanno decretato che la legge Severino è anticostituzionale e non può essere retroattiva, Epifani si erge a gran coNoscitore delle leggi e si permette di dichiarare che non trova motivi di illegittimità, non perdendo occasione di ravvivare l'odio delle basi nei confronti di Berlusconi, ma non si rende conto che certe volte è meglio tacere e dare l'impressione di essere stupidi anziché aprire bocca e togliere ogni dubbio. Bersani, sparito totalmente dal video dopo il Suo flop, ci ha fatto preoccupare invece è riapparso in molte feste del PD, togliendoci una grossa preoccupazione poiché pensavamo che a furia di smacchiare il giaguaro si fosse smacchiato anche Lui, invece esiste ancora e parla sempre a ruota libera contro Berlusconi.
Loano

Caro Vidor, non addebito a Epifani - e a chi come lui proclama in nome della legalità che la legge Severino deve costare a Silvio Berlusconi il seggio senatoriale - la scarsa conoscenza di norme giuridiche. Addebito qualcosa di più inquietante l'ostinato rifiuto di portare all'esame della Consulta un problema che è si di giustizia ma anche di civiltà. Le battaglie tra costituzionalisti sono di solito interminabili e sterili. Ma per la soluzione del dilemma che Berlusconi impersona non occorrono secondo me dottori sottili. Basta il buonsenso, un ragionamento facile facile. È possibile applicare retroattivamente a un imputato o condannato una norma che lo danneggi? Dal profondo dei millenni i giuristi rispondono che no, non è possibile. Adesso i giustizialisti replicano che il veto alla retroattività concerne le norme penali, non quelle amministrative tra le quali andrebbe catalogata la “decadenza” di Berlusconi. Io, che conto poco, la penso diversamente, ma diversamente la pensano anche illustri giuristi. Se commetto un reato per il quale -nel momento in cui lo commetto- è prevista una contravvenzione, e poi con nuova legge per quello stesso reato viene previsto l'ergastolo, e si pretende d'infliggermelo, l'anomalia è evidente. Ma la si nega -da parte di chi inneggia continuamente alla giustizia e alla Costituzione- perché la faccenda ha assunto contenuti politici. E dunque non trionferà il buonsenso, trionferanno le alchimie di partito o di schieramento. Le sorti d'Italia dovrebbero dipendere da un cavillo dai faziosi adattato a loro uso e consumo. Non sostengo che le tesi del centrodestra debbano essere accettate a scatola chiusa. Ritengo semplicemente che esistendo un organismo, la Corte Costituzionale, creato apposta per sciogliere questi enigmi, gli si debba dar modo d'esprimersi. Non cadrà il mondo se si aspetterà un po'.