la stanza di Mario CerviLa stampa, per fortuna, non è stata tenera con Schettino

È ripreso il processo a Schettino per il disastro della Concordia. In tutto questo tempo nessun giornalista ha sentito il bisogno di documentarsi interpellando un qualsiasi marittimo. Posso, da ex marittimo, precisare quanto non ho mai letto o sentito sulla stampa e tv? Quando in plancia vi è il comandante è lui che, appunto, comanda. Anche l'ufficiale di guardia in plancia in quel momento decade da ogni autorità, visto che è stato il comandante a dare ordini al timoniere. Visto che sulla Concordia risulta presente anche il primo ufficiale, dopo il comandante, è lui la seconda autorità. Sento che Schettino addossa tutta la colpa al timoniere che non avrebbe eseguito la manovra ordinatagli. Se il comandante fosse stato presente mentalmente, si sarebbe subito accorto che il timoniere stava eseguendo l'ordine da lui impartito, sbagliando. Il comandante poteva personalmente prendere, come si usa dire, in mano il timone. Ammesso che il comandante, da incosciente quale ha dimostrato di essere, fosse intento a pavoneggiarsi con la signorina sua ospite, poteva benissimo, se avesse seguito la manovra, intervenire il primo ufficiale sostituendosi al timoniere. Gianfranco Rebesani
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Caro Rebesani, tutte le cose che lei scrive mi sembrano assennate, tranne una. Perché vuol mettere sotto accusa, in questo caso specifico, i giornalisti? Da lei accusati di non essersi documentati interpellando, per il naufragio della Concordia, un qualsiasi marittimo. Marittimi di alto o di basso o di bassissimo grado gerarchico ne sono stati interrogati a bizzeffe, i talk show grondavano pareri professionali sulle cause del disastro. Non intendo in alcun modo anticipare le conclusioni del processo in corso. Ma mi pare che le sue affermazioni sulla responsabilità massima del comandante siano condivise da tantissimi, esperti e non esperti, ai quali sembra stravagante la tesi secondo cui l'errore catastrofico all'Isola del Giglio dovrebbe ricadere solo su un semplice timoniere, peraltro attorniato dal capitano e dall'ufficialità di bordo, oltre che da estranei. Dunque le do ragione. Ma lei espone queste tesi come se mai fossero state affacciate per colpa d'una informazione inetta e come se fosse difficile pensarci. Aspettiamo che la giustizia emetta la sua sentenza. Ma una sentenza popolare è già stata pronunciata, e non è certo di assoluzione per Schettino.