la stanza di Mario CerviL'Austria ci amministrò bene. Ma la libertà è un'altra cosa

Winston Churchill credo abbia detto che la democrazia è il male minore. La stessa Grecia antica, che inventò la democrazia, mi pare l'abbia ben presto sconfessata. Perciò mi pare errato considerarla come Dio in terra. Il segreto della virtù politica è l'educazione. Se tutti i cittadini fossero educati e onesti, qualsiasi forma di governo andrebbe bene. Però mi pare che, forse per motivi elettorali, tutti i governanti cerchino di ridurre la massa il più possibile all'ignoranza. E ci riescono benissimo. Se facessimo la classifica dei governi passati in duemila anni, vedremmo che i migliori erano quelli con maggior percentuale di cittadini onesti. E io, dalmata italiano, acerrimo nemico di Francesco Giuseppe, devo ammettere che l'impero austro-ungarico fu un buon governo perché l'amministrazione era fondamentalmente onesta.
Zara

Caro De Zorzi, comincio dal fondo. Sono d'accordo con lei nel giudicare l'amministrazione austriaca d'un tempo - compresa quella che si occupava dei nostri territori - un buon esempio di efficienza e di moderazione. Alcune generazioni italiane sono cresciute con la convinzione che l'Austria fosse, come direbbero a Teheran, il Satana del mondo. Quell'idea nazionalistica e irredentista - che ha dato impulso all'intervento nella Grande Guerra - non rendeva giustizia a un dominio molto onesto, se raffrontato agli standard pubblici italiani, e complessivamente civile. Non che Vienna usasse mano leggera nel reprimere le ribellioni, lo Spielberg non era una villeggiatura, la forca lavorava. Ma è adesso di moda ricordare - lo fanno soprattutto i nostalgici del regno borbonico - che il Piemonte sabaudo dopo l'Unità usò la pena di morte e il carcere duro, per reprimere il brigantaggio, con indubbio zelo. L'amministrazione austriaca in Italia fu senza dubbio migliore d'ogni altra della penisola, anche se una favola per niente persuasiva racconta d'un sud felice e prospero, nella gestione illuminata del suo Franceschiello. Ritengo sia vero che le virtù austriache derivassero da un migliore grado d'istruzione e d'educazione. Ma questo non toglie nulla, secondo me, al valore della democrazia. In forza della quale lei può scrivere tutto il male possibile dei nostri governanti - in larga misura mi associo - senza correre alcun rischio.