la stanza di Mario CerviLe istituzioni comunitarie non ci trattano peggio degli altri Paesi

Gentile Dott. Cervi, Bruxelles ogni tanto, ma neppur «tanto», ci strizza. Prima il carcere e i risarcimenti monstre chiesti per i giornalisti, direttori inclusi, nell'esercizio delle loro funzioni, pene considerate dall'Alta Corte Europea il più delle volte illegittime. Adesso la strigliata al governo italiano che non avrebbe vigilato abbastanza sull'inquinamento dell'Ilva di Taranto. Sarebbe interessante sapere se soltanto l'Italia è degna di tale amorevole attenzione, oppure anche Germania, Francia e Paesi Bassi talvolta destano simile interesse di quel Tribunale...
Camogli (Genova)

Caro Fassone, lei - come altri lettori - esprime il sospetto che le istituzioni comunitarie ce l'abbiano con l'Italia e che a noi rimproverino infrazioni benevolmente tollerate quando sono commesse da altri. Questa tesi non mi convince. Posso essere del tutto d'accordo con chi rimprovera all'Unione Europea un eccesso di fiscalità e di severità nel valutare i comportamenti italiani. A Bruxelles comanda Angela Merkel, che del rigore è la profetessa, e che deplora quelle che secondo lei sono le mattane sperperatrici dei mediterranei (incluso il Portogallo che mediterraneo non è). Alcune misure della Ue possono apparire vessatrici e sbagliate. Ma il supporre che l'Italia sia presa di mira più della Spagna o della Grecia perché alla cancelliera è antipatica non mi pare realistico. E rischia d'appartenere a una lunga tradizione di italico vittimismo. È legittimo chiedersi se le accuse all'Italia derivino da un preconcetto maligno nei nostri confronti, ma dopo aver accertato se le accuse siano fondate o infondate. Forse l'Europa potrebbe risparmiarsi la fatica d'avviare una procedura per l'Ilva, visto che se ne occupa - secondo me troppo pesantemente - la magistratura italiana. Ma i rilievi mossi alla legge italiana per le pene eccessive a carico dei giornalisti sono sacrosanti. Non possiamo citare, a dimostrazione delle inefficenze italiane, i rimproveri dell'Ue, e nello stesso tempo sostenere che quei rimproveri derivano da malanimo.