la stanza di Mario CerviLe lacrime per Stalin non sono uguali a quelle per la Thatcher

Caro Cervi, come è cambiato il mondo, in peggio! Con la parvenza del buonismo sta dilagando un odio razziale contro chi non professa idee «politicamente corrette». E la nostra stampa fa da grancassa. L'odio per Berlusconi è ben radicato, ma è da poco scomparsa la Sig.ra Thatcher e molti esultano e festeggiano per la sua morte. Nel marzo 1953, alla morte di un sanguinario dittatore russo (riconoscimento postumo, questo), molti in Europa e moltissimi in Italia piansero commossi. Piangevano convinti. Altri tempi, ma stessa ideologia. Come è cambiato il mondo... In peggio.
Trento

Caro Franzoso, non mi stupisce che alla notizia della morte di Stalin molti nell'Urss abbiano pianto. Che abbiano rimpianto quel despota sanguinario benché avesse fatto decine di milioni di morti. In un'ingenua o fanatica ottica nazionalista si ricordava che Stalin aveva fatto del suo Paese una superpotenza capace di rivaleggiare con gli Stati Uniti. Questa considerazione «patriottica» evidentemente non vale per quanti anche in Italia, senza essere cittadini sovietici, tributarono elogi sperticati a un feroce tiranno. Non credo che le lacrime dissennate o ipocrite in lode di Stalin possano essere accomunate ai festeggiamenti di parecchi inglesi per la dipartita di Margaret Thatcher, la signora di ferro che ha segnato profondamente, nel bene e nel male, la società britannica. Le misure che la Thatcher adottò erano brutali quasi fino alla spietatezza. Ho visitato i distretti dell'industria carbonifera d'Oltremanica dopo la vittoria di Margaret sul sindacato dei minatori, ed erano uno spettacolo angosciante. Al confronto le tasse di Monti sono robetta. La differenza tra le due strategie non sta nella durezza, perché quella della Thatcher sopravanzava quella di Monti o dello spagnolo Rajoy. Sta nel successo dell'una e nell'insuccesso delle altre. Imponendo sacrifici terribili, la «lady di ferro» ha ridato orgoglio, dinamismo, e in fin dei conti anche prosperità al suo popolo. Parte del quale, ricordando le miserie d'allora, gliene vuole ancora. Monti e Rajoy hanno imposto un'austerità dolorosa senza ricavarne risultati duraturi, anzi ricavandone un ulteriore declino. La Thatcher fu vincente, loro sono perdenti.