la stanza di Mario CerviLe toghe non si fanno certo spaventare dai moniti di Napolitano

Ho letto con estremo interesse e, direi, stupore il discorso che il Presidente Napolitano ha rivolto ai magistrati in tirocinio. Stupore perché è la prima volta che il nostro Presidente si esprime come noi («Siate al servizio dei cittadini, basta protagonismi»). Ma sorge spontanea una domanda: tutte queste belle parole, condivisibili dalla prima all'ultima, non poteva (e non potrebbe) rivolgerle ai magistrati in servizio - non in tirocinio che si sentono sempre più potere e sempre meno servizio? E a proposito di «mantenersi estraneo a interessi di parte ..e assicurare la immagine di imparzialità» dei giudici, mi sono tornate alla mente le parole del poeta Léopold Senghor, il primo Presidente della Repubblica del Senegal eletto democraticamente nel 1960, che sui giudici si espresse in questo modo (cito a memoria): «I giudici non solo non devono far parte di nessun partito, ma nulla nelle loro parole, atteggiamenti, frequentazioni, deve far trasparire una opinione politica o di parte».
P.S. Avendo partecipato alla crociera 26 aprile-2 maggio insieme ad un nutrito gruppo di lettori e alcuni vostri giornalisti (che belle chiacchierate con il nostro impareggiabile Mario Cervi!) colgo l'occasione per ringraziare, oltre naturalmente il dott. Cervi, Salvatore Tramontano, Ariel Feltri, Maurizio Acerbi e Stefano Passaquindici per la loro compagnia.
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Cara amica. Tutti noi del Giornale che abbiamo partecipato alla crociera -e io in particolare da lei elogiato, ne ho la certezza, per motivi d'anzianità- le siamo grati per le parole d'affetto e di stima che ci rivolge. Quanto al presidente Napolitano lei sa per certo -essendosene parlato sulla nave Sinfonia- che ho per lui stima. Credo che, come capo del Csm, abbia esortato anche i magistrati in servizio a comportamenti imparziali, decorosi e, se vogliamo usare in termine di cui ha fatto uso ed abuso Mario Monti, sobri. La vera questione non sta nei moniti quirinaleschi, sta nella buona o cattiva volontà con cui le toghe, o almeno alcune propense al protagonismo fazioso a quei moniti si sono adeguate. Le manifestazioni di cattiva volontà sono state numerose ed eclatanti. Non ne farei colpa a Napolitano: il cui potere nel sanzionare i magistrati, difesi da formidabili baluardi corporativi, temo sia minimo. Quanto a Senghor, sottoscrivo ogni sua parola sulla giustizia. Aggiungendo che in Africa imperversano, per quanto riguarda la giustizia, abusi e scempi inenarrabili.