la stanza di Mario CerviL'economia non la fa il gruppo Bilderberg. Ma le leggi del mercato

Caro Cervi, ho letto la sua «stanza» del 23.08, in risposta al lettore Oreste Cirelli, e sono rimasto un po' deluso dalla sua risposta quando afferma che «la Spectre non c'è». Negli ultimi due anni, ignorando io totalmente l'argomento, mi sono molto documentato su Club Bilderberg, Commissione Trilateral, Istituto Tavistock, Illuminati, Nuovo Ordine Mondiale. Sia dalla lettura di numerosi libri che dalla consultazione di materiale sul web sono rimasto sconvolto. I piani di quella che Lei chiama Spectre sono sotto gli occhi di tutti. E si stanno realizzando punto per punto. La invito a documentarsi leggendo i libri di Daniel Estulin, David Icke, Marco Pizzuti, Marcello Pamio, Marco Della Luna: sono agghiaccianti per far capire come siamo manipolati da poteri finanziari che dispongono di giornali, televisioni, banche... Tutti questi autori denunciano la creazione della fallimentare Unione Europea come l'ultimo passo per l'assoggettamento dell'Europa al Nuovo Ordine Mondiale attraverso l'attività della Commisione Trilateral (Europa, Asia, America) presieduta dal «salvatore» della Patria on. Monti.
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Caro Russo, sono impressionato dall'autorevolezza dei riferimenti con cui lei sostiene che la Spectre c'è. Considero la mia convinzione che la Spectre non c'è un'opinione e non un dogma. Lei elenca, per dimostrare la sua tesi, libri e interviste. Aggiungendo che «i piani di quella che lei (io) chiama Spectre sono sotto gli occhi di tutti». Mi limito, data la vastità dell'argomento, a una sola obiezione. Sotto gli occhi di tutti è il fatto che l'economia mondiale ha generato, negli ultimi decenni, una protagonista assoluta, la Cina. In testa per la produttività e per la capacità d'invadere il resto del mondo con i suoi prodotti. Non mi pare che i formidabili e tenebrosi organismi da lei indicati abbiano avuto un ruolo rilevante nel boom cinese né che la Cina abbia voluto assecondare, realizzandolo, le demoniache trame della commissione Trilateral e del diabolico professor Mario Monti. La Cina e l'India sono «esplose», secondo me, per ragioni che poco hanno a che fare con istituzioni e congressi dediti soprattutto alla chiacchiera solenne e inutile. I nuovi giganti si sono imposti non per il possesso di giornali, televisioni, aziende produttrici di armi e agenzie di rating, tutte entità appartenenti alla tradizione economica «occidentale». Si sono imposte vendendo merce a minor prezzo. Così almeno la penso dopo aver visto il "made in China" su tanti miei acquisti. Un marchio invasore derivante non da complotti del club Bilderberg miranti ad assoggettare con subdole manovre l'Europa, ma dalla legge -spesso e volentieri crudele- del mercato.