la stanza di Mario CerviL'Italia è una democrazia dove i voti contano. E molto

Egregio dott. Cervi, Sul Giornale lei ha contestato l'opinione del lettore Carpusi Visombala, il quale sostiene che l'Italia è una dittatura fiscale travestita da democrazia, affermando che anche negli altri Pesi europei la pressione fiscale è molto alta. Già, ma a fronte di tale fenomeno, qual è il livello di reddito dei rispettivi contribuenti? Qual è il livello dei servizi resi dalla Pubblica Amministrazione? Senza tale rilevazione, il confronto non regge e tale confronto ci vede nettamente sfavoriti. Non è una dittatura fiscale? Io credo che lo sia, eccome. Inoltre, credo che sia pure una dittatura partitica camuffata da democrazia. Lei sostiene che la nostra è una democrazia in quanto i cittadini possono bocciare una classe politica che commette errori in virtù della facoltà di cambiarla per via elettorale o di mutare le sue decisioni per via referendaria. Non prendiamoci in giro. Non c'è scelta, in quanto i candidati sono tutti sempre proposti dalle segreterie dei partiti.
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Caro Del Maschio, non contesto - perché c'inoltreremmo in un labirinto di cifre - le sue idee sulla eccezionalità della «dittatura fiscale» italiana. Oltretutto sono d'accordo con lei sulla insopportabilità delle nostre tasse. Voglio invece opporre qualche argomento alla tesi, da lei proposta e da molti condivisa, che in Italia non ci sia vera democrazia. Gli indici che attestano l'esistenza d'un regime democratico sono noti. Mi limito a indicarne qualcuno. Libertà d'informazione, libertà d'opinione, libertà di riunione, libertà di commercio, libertà di uscire dal proprio Paese e rientrarvi. Non mi è pare che queste libertà in Italia manchino. Ma i candidati al Parlamento sono designati, osserva lei, dalle segreterie di partito e dunque Montecitorio e Palazzo Madama non sono vera espressione della volontà popolare. C'è indubbiamente del vero in questa osservazione. Meno vero tuttavia da quando s'è visto che un partito estraneo ai condizionamenti e agli automatismi di Paazzo,il Movmento 5 stelle, ha avuto uno straordinario successo. Al nuovo è consentito in Italia di presentarsi e, se gli elettori lo vogliono, di contare su centinaia di deputati e senatori. Non indicati dalle segreterie dei vecchi partiti. Che poi del grande successo chi l'ha ottenuto faccia un pessimo uso è un'altra storia.