la stanza di Mario CerviL'Italia non ha spese militari eccessive (con o senza gli F-35)

Il ministro Delrio afferma che in questo moment è più importante pensare al lavoro per i giovani piuttosto che all'acquisto di caccia-bombardieri. Sicuramente è un retaggio del pacifismo di sinistra... e mi chiedo se al compagno sia passato per la testa che l'acquisizione degli aerei può essere un'occasione per procurare un impiego ai giovani.
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Egregio signor Cervi,leggendo l'articolo a favore dell'acquisto degli F 35 scritto da Livio Caputo ci si rende conto che il fatto di diventare un Paese di serie C non dipende dal mancato acquisto perchè di serie C ci siamo già da quando a farci affondare definitivamente ci ha pensato il governo Monti. Sinceramente penso che l'opinione generale sia contro il suddetto acquisto.
Armando Vidor
Loano

Come si vede, la vicenda degli F-35 non divide solo i politici, divide anche i lettori del Giornale (ammesso che questa qualifica si addica a Enrico Paladino il cui messaggio è indirizzato contemporaneamente a numerose testate). Molti che non hanno per niente gioito quando missili e carri armati sovietici sfilavano a Mosca nella piazza Rossa sono oggi contrari, unicamente per considerazioni economiche, agli F 35.Aggiungo qualche mia riflessione a quelle ineccepibili di Caputo. Non so quanto gli F 35 siano necessari in questo momento. Ma so che l'Italia destina alle spese militari una percentuale del Pil inferiore a quella che destinano gli Usa, la Gran Bretagna, la Francia, per non parlare della Russia. Capisco le obiezioni per gli F 35 (ma apparteniamo ad una alleanza che ha tutelato la nostra libertà, e dobbiamo onorarne gli impegni. Disapprovo la demagogia ipocrita di chi descrive l'Italia come un Paese in preda agli sperperi d'una frenesia guerresca.