la stanza di Mario CerviLo Stato non ci risarcirà mai degli errori commessi dai politici

Si verificano situazioni sempre più sconvolgenti nel nostro Paese e a pagare sono sempre i cittadini. Il sindaco di Parma, grillino, dopo una campagna elettorale fatta di promesse («Mai l'inceneritore»), dopo le elezioni lo ha autorizzato. Il giorno successivo la Regione Emilia-Romagna dice: «Otto inceneritori nella regione sono troppi». Ritengo che oltre alla responsabilità civile dei magistrati sia urgente prevedere anche quella dei politici. Possibile che in questo Paese tutti fanno danni alle spalle dei lavoratori e nessuno paga? È ora di finirla con questo schifo.
Seregno (Monza-Brianza)

Caro Tarquini, considero pacifico il fatto che i politici prendano spesso e volentieri decisioni dalle quali i cittadini sono danneggiati. Mi piacerebbe tanto che i responsabili di provvedimenti da me ritenuti nefasti dovessero riparare di tasca loro al malfatto. Da queste considerazioni derivano tuttavia alcuni interrogativi. Quali dovrebbero essere le colpe censurabili e risarcibili? Solo quelle commesse infrangendo la legge - in questi casi la sanzione è già prevista, anche se magari male e raramente applicata - o anche quelle dovute a incapacità ed errori? Si ammette che errare humanum est oppure si deve pretendere dai nostri mediocri politici l'infallibilità? La pretesa mi pare insensata. Sono arcifallibili. E ancora. Quale persona o quale organismo potrà distinguere tra l'errore ammissibile e l'errore inammissibile? Guai se problemi di questo tipo sono affidati non all'equità ma alle maggioranze e minoranze di assemblee politiche. Guai egualmente se li risolvono giudici faziosi. Ultima annotazione. Se il cattivo funzionamento di strutture ed enti pubblici fosse motivo di punizione, gran parte dell'amministrazione italiana finirebbe sotto inchiesta. Ma nessuno, stia tranquillo caro Tarquini, risarcirebbe.