la stanza di Mario CerviMonti non può essere un buon alibi per le mancanze altrui

Altra nasata del Professor Monti: ha abolito le province con un decreto senza sapere che, essendo previste dalla Costituzione, per mettere in atto una cosa simile occorreva prima cambiare la Carta. Chi doveva salvare l'Italia ha dimostrato un'ignoranza abissale in materia. A questo punto mi chiedo quante altre leggi incostituzionali può aver partorito durante i due anni in cui ha fatto i cosiddetti miracoli. Ci voleva qualcuno che avesse il coraggio di disarcionarlo, eppure gli avvocati in Parlamento non mancano.
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Cara amica, sono d'accordo con lei nel dare un giudizio molto negativo sull'esperienza Monti, iniziata tra grandi speranze e conclusa nel peggiore dei modi. Anziché riserva del Paese il senatore a vita è diventato un piccolo capopartito. Dimostrando in questo ruolo grande incapacità. Mi sembra tuttavia che lei esageri addossando a Mario Monti l'infinità di difetti che la vita pubblica italiana ha sempre avuto e l'infinità di guai che ne sono derivati. I vari governi che, prima di Monti, dalla Liberazione in poi si sono avvicendati meritano forse un buon voto? È stata colpa di Monti la corruzione dilagante? È stato colpa di Monti l'immane debito pubblico? Dobbiamo chiedere ragione a lui degli inutili enti e degli scandalosi privilegi che la Nomenklatura politica ha, nel corso di decenni, realizzato? Monti ha senza dubbio sbagliato varando, nonostante la pletora di consiglieri attorniante Palazzo Chigi, una legge che non regge. Ma la demenziale moltiplicazione delle province l'ha preceduto, tra gli applausi d'una politica e d'una burocrazia parassitarie. Monti va criticato per ciò che ha fatto o non ha fatto. Ma non può diventare un alibi per inadempienze altrui.