la stanza di Mario CerviNell'Ue non siamo entrati per forza, ma per una libera scelta

Perché io, Lombardo, Italiano, Europeo, devo farmi rappresentare da un Barroso o da un Van Rompuy (nomen omen)? Chi li ha eletti? Perché sono loro che mi devono dire che cosa è bene e che cosa è male per noi?
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Caro Casati, come tanti lei pensa il peggio possibile delle istituzioni europee. Può darsi che abbia non una ma mille ragioni. Tuttavia poltrone come quella di Barroso e di Van Rompuy non vengono assegnate cervelloticamente da una sorta di Grande Fratello. Sono frutto di procedure complesse, che a volte comportano estenuanti negoziati fra gli Stati appartenenti all'Unione Europea. Questi meccanismi sono stati approvati dai governi dell'Unione, a loro volta espressi da libere elezioni (pur con tutte le limitazioni, che sappiamo, degli ultimi governi italiani). Il problema non è del chi li ha eletti, perché l'Ue è un'entità democratica cui hanno aderito Paesi democratici. Non si può rimproverare all'Ue ciò che giustamente si rimprovera all'Onu, ossia d'accogliere Stati nei quali le libertà fondamentali consacrate dalla carta dell'Onu sono palesemente violate. Da questo non si può e non si deve dedurre che le struttura dell'Ue siano buone e le sue scelte felici. Possono essere pessime sia le une sia le altre. Ma non per imposizione autoritaria.