la stanza di Mario CerviNicola Porro for president? Meglio se resta un giornalista

Caro Cervi, considerato che il segretario del Pdl Angelino Alfano, attuale Ministro dell'Interno e Vice Presidente del Consiglio, alla guida del partito ha ottenuto risultati che in altre circostanze avrebbero determinato riflessioni sulle dimissioni dalla carica (senza Berlusconi non si prendono voti), inviterei il Cavaliere a prendere in considerazione una leadership spiazzante e per certi versi clamorosa per il centrodestra: Nicola Porro. Giornalista preparato (laureato in Economia), giovane, simpatico, rappresenterebbe una novità rispetto a chi ha nella politica il proprio lavoro e la propria fonte di sostentamento. Sarebbe un competitore interessante di Renzi. Piacerebbe al nostro elettorato. Che ne pensa?
e-mail

Caro Aldorisio, a Nicola Porro lei tributa molta stima. Gliela tributo anch'io (abbiamo scritto insieme un libro, Sprecopoli). Vsto che lo ammira, perché augurargli una sorte tra le peggiori che possano toccare a un essere umano, ossia il coinvolgimento nella politica italiana? Lei lo vedrebbe volentieri al posto di Alfano. Opinione, la sua, non solo legittima ma forse largamente condivisa. Se ne dovrebbe dedurre che il ruolo e il rango di Angelino Alfano siano da invidiare. Lo so, a lui gli onori protocollari e l'auto blu non mancano. Ma associati a un'infinità di rogne che nemmeno il Padreterno, se mandato a Palazzo Chigi, riuscirebbe a evitare.
La leadership del centrodestra a Porro sarebbe di sicuro spiazzante per il Palazzo, ma sarebbe non meno spiazzante per Porro medesimo: costretto a lasciare un mestiere che gli piace e nel quale eccelle, quello del giornalista, per un altro mestiere molto diverso e, sia detto tra di noi, non migliore. Di passaggi come questo se ne sono già visti tanti, me ne rendo conto. Mussolini aveva un talento giornalistico molto superiore al suo talento di statista, Luigi Einaudi affidava al Corriere della Sera le sue prediche inutili, Nenni amava scrivere quasi quanto armava parlare, Craxi firmava Ghino di Tacco, Andreotti, veterano in tutto, lo era anche della saggistica. Porro for president sarebbe di sicuro una novità. Sarebbe anche -se è permesso un consiglio di chi Porro lo apprezza - un errore.