la stanza di Mario CerviNon bastano i modi spicci di Renzi per fermare gli abusi dei politici

Non fermiamoci allo scandalo ipotetico della compagna di Salvini assunta in Regione, ma si affronti il problema alla radice, perché stante la scarsa possibilità di trovare un lavoro oggi ed in futuro, il privilegio lasciato a coloro che godono di relazioni influenti per far assumere i propri figli va affrontato e risolto, per non creare ulteriori disuguaglianze tra le classi sociali, trascurando il diritto, il merito e la professionalità e a danno della efficienza nel pubblico impiego. Non così avviene nell'attività privata, solo che con la crisi in atto i posti di lavoro diminuiscono, anche per effetto del prolungamento dell'età lavorativa derivante dalla recente legge.
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Caro Monti, sono d'accordo con lei, non ci si può fermare ai casi singoli. Ma il malaffare pubblico è fatto di tanti casi singoli, e quando ne affiora qualcuno la giustizia deve indagare e se del caso castigare: pur nella consapevolezza che il suo intervento occasionale non porrà termine alle scandalose disinvolture d'un sistema imperversante e trionfante. La sua sintesi della piaga dei familismi e dei favoritismi è ineccepiblile. Lo è anche quando lei sostiene che questa piaga, per la quale il criterio del merito viene vanificato, dev'essere affrontata ed eliminata. Già, ma come ci si può riuscire? Questo è il piccolo particolare che manca alla diagnosi. La piaga ha infettato le istituzioni, controllori e controllati si alleano per farla durare, i cambi di Parlamento e di governo non hanno nemmeno avviato una indispensabile terapia. A questo punto ci si deve chiedere chi e come procederà al grande risanamento. Forse Renzi con le sue scorciatoie spicciative? Vorrei crederlo, non ci riesco.