la stanza di Mario CerviNon è Equitalia a essere ingiusta, lo sono certi balzelli

Pensano di aver messo a posto le cose mettendo i paletti a Equitalia, agendo sulle rate e dando la possibilità di pagare in modo più flessibile. Non tengono conto che il problema non sono i modi di pagamento ma l'ammontare complessivo, impagabile, e che spesso non è affatto dovuto, frutto di iscrizioni a ruolo di dirigenti dell'Agenzia delle Entrate senza scrupolo, effettuate fin troppo a cuor leggero. Il tasso vergognosamente elevato di accoglimento dei ricorsi tributari a favore dei contribuenti è la prova che il problema sta a monte. In una azienda privata il dirigente che sbaglia viene licenziato. Saranno riforme con la R maiuscola solo se inizieranno le epurazioni di chi firma qualsiasi cosa ben sapendo che se grazie a una pura botta di fortuna avrà beccato l'evasore riceverà i complimenti dei superiori, mentre se avrà sparato a vuoto gli ingenti oneri saranno a carico dello Stato.
Courmayeur

In questo momento di crisi gravissima-dolorosamente attestata dalla morìa di negozi, un'ondata emotiva non solo spiegabile m condivisibile mette sotto accusa Equitalia e i suoi funzionari. Colpevoli di applicare con rigore a volte disumano le regole d'una tassazione che per il suo livello è, essa sì, iniqua e disumana. Il fisco opprime famiglie e aziende. Opprime con particolare zelo le famiglie e le aziende i cui introiti siano facilmente accertabili, trae gran parte dei suoi proventi da contribuenti a reddito fisso. Lo scandalo è nelle aliquote aguzzine ed è nella incapacità dello Stato d'attuare un minimo d'equità contributiva. Sento molti incitamenti e suggerimenti a Equitalia perché sia più flessibile e caritatevole nello svolgimento dei suoi compiti. Questa idea non mi piace perché introduce un criterio di discrezionalità che è una fonte di corruzione. Se chi applica le tasse può valutare le situazioni personali, il rischio non astratto è che all'indulgenza si arrivi quando passano di mano le mazzette. Non ci vuole indulgenza. Ci vuole un taglio risoluto ad aliquote vessatorie. È giusto scagliarsi contro gli esattori se infieriscono, ma è giusto anche scagliarsi contro gli esattori se non fanno il loro dovere. Lìimposizione fiscale è un tormento e una tragedia anche perché esiste una immane evasione fiscale, il cane si morde la coda. Il licenziamento a carico di chi si è dimostrato illegittimamente severo può essere un criterio accettabile se abbinato al licenziamento di chi sia stato negligente o peggio. Equitalia ha le sue colpe, le ha soprattutto lo Stato con regole iugulatorie. Ma i contribuenti non son angeli. O piuttosto lo sono, non disponendo d'alternative, i contribuenti a reddito fisso.