la stanza di Mario CerviOnoriamo la Resistenza senza però stravolgere la storia

Caro Cervi, sono stufo di sentire la sinistra-comunista ripetere che la loro Resistenza ha liberato l'Italia dal fascismo e dal nazismo. Mi permetta di elencare, quì di seguito, alcune cifre di caduti alleati durante la campagna d'Italia. Decine di migliaia di uomini del Commonwealth: dei quali 5600 canadesi; 1861 sudafricani; 2157 neozelandesi: 2500 indiani. Americani: 30mila circa. Francesi, Nordafricani e Africani:6577. Polacchi:4.558. Italiani (inquadrati nei reparti alleati):1115 Brasiliani: 457. Totale: 92mila sepolti in circa 12/15 cimiteri militari in terra italiana.Sono morti per liberare l'Italia dal fascismo e dal nazismo. La sinistra-comunista la smetta di allargarsi la bocca ripetendo continuamente che soltanto loro hanno il merito della Resistenza. È facile accreditarsi certi meriti quando sono gli altri che hanno combattuto.
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Caro Carelli, è vero purtroppo che nelle celebrazioni ufficiali della Resistenza se ne parla come se i tedeschi che occupavano l'Italia fossero stati sconfitti dai partigiani e non travolti nell'immane disfatta dell'impero hitleriano. Non ho capito bene, dalle cifre che lei cita come si arrivi a 92 mila caduti, ma questo non ha molta importanza. Importante è che gli angloamericani abbiano versato, sul suolo italiano, il sangue di decine di migliaia di loro soldati. Non tutte le truppe dell'armata guidata prima dall'americano Eisenhower e poi dall'inglese Alexander meritavano la qualifica di liberatori. Non la meritarono certo i marocchini del generale francese Juin. L'enfasi sul contributo della Resistenza alla lotta contro il nazismo finisce per offuscare i suoi veri meriti. Il glissare -politicamente corretto- sul ruolo di formazioni partigiane che amavano l'Urss più dell'Italia non sminuisce il valore dei veri patrioti. Va reso onore a chi si è sacrificato per un ideale, inclusi dunque gli uomini della Repubblica di Salò. Fermo restando che la convinzione secondo cui sarebbe convenuto all'Italia restare al fianco dell'invasato Hitler fino alla sua fine e alla tragica sorte della Germania divisa in quattro zone d'occupazione era in alcuni generosa, ma insensata e rovinosa.