la stanza di Mario CerviPapa Francesco esercita il suo magistero con grande serietà

Leggiamo in questi giorni che Papa Francesco sarebbe “molto toccato” dal dramma degli immigrati e si accingerebbe ad andare a Lampedusa per celebrare una messa con i residenti e poi gettare una corona di fiori nelle acque dell'isola. La nota della Santa Sede prosegue dicendo che il Papa avrebbe l'intenzione di «incoraggiare gli abitanti dell'isola» e lanciare un appello alla responsabilità di tutti “«perché ci si prenda cura di questi fratelli e sorelle in estremo bisogno». Tutto vero e tutto bello quanto ci trasmette questo Santo Padre che ogni giorno di più entra nei nostri cuori e nelle nostre simpatie. Peccato che ciò avvenga in concomitanza del nuovo scandalo IOR con milioni, e forse miliardi, di Euro trafugati o nascosti e comunque da riciclare, roba da sporchi trafficanti internazionali, che tristezza! Una domanda viene spontanea: ma la Santa Sede non ha mai pensato di accogliere qualche centinaio di immigrati nello Stato Vaticano a sue spese?

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Caro Gherardi, capisco il suo ragionamento, ma dissento. Non si può pretendere che il Papa rinunci a fare il Papa, ossia a esercitare il suo magistero religioso e a dire ai fedeli quali sono i suoi pensieri, perché all'interno della Chiesa si verificano scandali e abusi. Né gli uni né gli altri sono mai mancati nella millenaria storia del cattolicesimo, molti Papi hanno contraddetto con il loro comportamento la parola del Vangelo. A quella parola Francesco si aggrappa con forza, con dedizione, con intelligenza. Se tacesse a chi gioverebbe? Ai carrieristi, ai parassiti, talvolta ai lestofanti che lo circondano. I garbugli dello Ior riguardano quella gente, non questo Papa. Quanto agli immigrati da accogliere in Vaticano, si tratta a mio avviso d'una di quelle proposte demagogiche che suscitano facili approvazioni ma non risolvono nulla.