la stanza di Mario CerviPapa Francesco non è «eretico», ma neppure tradizionalista

Ho letto la sua «Stanza» dal titolo «Le ragioni di Francesco e quelle dei custodi della dottrina cattolica». Non capisco perché si consideri una novità la concessione del battesimo a un bambino figlio di una coppia sposata in Comune, oppure figlio di una ragazza nubile. È una prassi esistente da anni in quasi tutte le parrocchie. È vero che qualche parroco talvolta non concede il battesimo se non intravede nei genitori la volontà di educare cristianamente il bambino, ma sono eccezioni. Prevale l'idea che il battesimo non si deve negare a nessuno. Inoltre la bambina battezzata dal Papa è figlio di una coppia di cattolici praticanti non ancora sposati in Chiesa per motivi di tempo, essendo ambedue fuori sede per motivi di lavoro. Lo faranno al più presto, hanno detto. Non capisco come i media talvolta presentino Papa Francesco come un «rivoluzionario» anche quando fa cose ormai consolidate. Anche quella frase «Chi sono io per giudicare un gay?» non è una novità in quanto il catechismo dice di non giudicare le persone, siano essi gay o meno. Direi che il Papa, come i suoi predecessori, distingue l'errore dall'errante. Tutto qui.
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Caro Bettin, grazie per le informazioni da lei date a uno come me che delle norme ecclesiastiche sa molto poco. Lei sostiene che alcune prese di posizione del Papa, dai media enfatizzate per la loro novità, appartengono invece alla normale prassi della vita religiosa. Non voglio contraddirla. Osservo tuttavia che le prese di posizione di Papa Francesco, secondo lei assolutamente normali per non dire banali, sono state commentate, per il loro significato «rivoluzionario», da vaticanisti esperti. Forse la spiegazione di tanto interesse sta non soltanto negli atti e detti di Francesco, ma anche e soprattutto nel come e nel perché avvengono, nel contesto, per usare un termine logoro, dei suoi interventi. Lei osserva, a proposito delle parole del Papa sui gay, che «il catechismo dice di non giudicare le persone». Sicuramente lo dice. Ma la pratica della Chiesa si è spesso discostata, nel nome proprio della dottrina, da questo precetto e anche Papa Roncalli fu ritenuto un innovatore audace quando - nel colmo della polemica tra la fede cristiana e l'ateismo comunista - invitò a distinguere tra l'errore e l'errante. Pio XII era d'avviso diverso. Mi pare poi che sia riduttivo l'attribuire il battesimo papale alla bambina della coppia non sposata in chiesa al fatto che la coppia stessa si sposerà presto con il rito religioso, essendogliene finora mancato il tempo. Non credo che da questo papa Francesco sia stato indotto al suo gesto.