la stanza di Mario CerviPapa Francesco non svilisce il proprio ruolo: lo interpreta

Ma a questo Papa non sorge il dubbio che ci possano essere fedeli che sentono svilita la propria fede dai suoi comportamenti di poco costrutto e populisti? Quelle sue telefonate, quel «dammi del tu» detto allo studente padovano... Suvvia! Ben altro essi si attenderebbero dal Vicario di Cristo, da colui che dovrebbe essere la Pietra sulla quale poggia la Chiesa. Ma che impronta egli lascerà del suo papato? Io mi tengo nel cuore il mio silente Benedetto che prega e dialoga con Dio, e lascio Francesco ai giornalisti non credenti e atei a cui tanto piace. Se almeno qualcuno di loro fosse toccato dalla Grazia perché colpito da questo Papa, e avvenisse qualche conversione... Questo Papa è proprio tagliato a loro misura: delle crisi e dello sconforto dei fedeli cristiani a loro nulla cale. Se poi a Francesco piace il telefono, lo usi per intrattenersi soprattutto con i suoi e nostri sacerdoti per confortarli della solitudine e della loro vita non facile, per indirizzarli a una vita sacerdotale che li renda visibili ai parrocchiani come veri pastori dai quali ricevere forza e conforto, e anche redarguirli, se necessario.
Padova

Caro Porro, Papa Francesco non le piace, e lei lo fa intendere con espressioni piuttosto irriguardose. Capisco benissimo che possa non piacerle. C'è chi ha simpatia per i Papi ieratici e profetici, alla maniera di Pio XII, e chi ha simpatia per i Papi - uso la sua espressione - populisti. Tra i quali possiamo catalogare, insieme a Francesco, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Forse ho già raccontato di quando, dopo un'intervista, scambiai quattro chiacchiere con il cardinale Siri, conservatore intransigente che aveva nostalgia di Papa Pacelli, abituato a consumare i suoi pasti in severa solitudine, e non apprezzava certi modi disinvolti di Wojtyla. «Sapesse cos'è adesso la mensa del Papa - mi disse Siri - sembra un'osteria». Lei tiene nel cuore «il silente Benedetto che prega e dialoga con Dio», moltissimi cattolici tengono nel cuore Francesco che telefona e si fa dare del tu. Secondo lei il Papa umilia la fede con questi comportamenti. È un'opinione rispettabile. Alla quale si contrappone tuttavia l'opinione dei tantissimi - non giornalisti atei, ma uomini e donne ansiosi di credere - che la Chiesa la sentivano lontana e che le si sono riavvicinati proprio per come Francesco è, parla, agisce. Lei auspica che il Papa usi il telefono anche per intrattenersi con i sacerdoti. Perché mai dovremmo escludere che lo faccia? Il colloquio magari sorprendente con i fedeli non vieta quello con i preti. Non credo che Francesco svilisca il suo ruolo. Lo interpreta come si sente d'interpretarlo.