la stanza di Mario CerviPer combattere la povertà non basta abbaiare alla luna

Tutti i partiti dicono di volere un nuovo governo, anche se allo stesso tempo si preparano a nuove elezioni, facendo quindi campagna elettorale. Come Bersani, che ha deciso di organizzare una manifestazione «contro la povertà e per il governo del cambiamento». Questa manifestazione, come altre iniziative analoghe, risponde esattamente a questa logica. Non serve ad altro, dato che non modificherà il risultato né aumenterà le possibilità di Bersani di formare il nuovo governo.
Lido di Ostia (Roma)

Una manifestazione come quella bersaniana contro la povertà appartiene all'infinito repertorio di inutilità nel quale i politici eccellono. È certo, chi lo nega, che la povertà non piace. Non piace soprattutto a chi la sperimenta sulla propria pelle. Ma per combatterla occorrono misure concrete e programmi seri, non un abbaiare alla luna. Anche i guai fisici provocano disagio quando non dolore e tormento, ma a cosa serve issare bandiere contro il mal di denti anziché far subito visita a un dentista? La sinistra ha anche ingaggiato battaglie sacrosante contro ingiustizie sociali alle quali doveva essere posto rimedio. Ma si è specializzata negli appelli sterili, nelle proposte velleitarie, nelle predicazioni solenni e vacue. È tutto un rumoreggiare di manifestazioni, convegni, appelli, firme in calce a pallosi manifesti. Il progressista tipo si sente appagato non se ha corretto entro i limiti del possibile una disfunzione, ma se ha gridato che bisogna voltare pagina. Voltando presto le spalle per raggiungere una vicina trattoria. I salvatori dell'individuo o della famiglia o della città o del Paese o dell'umanità abbondano, basta aver imparato se non a leggere almeno a scrivere per buttar giù una pagina dei sogni. Per carità, ognuno è libero di radunare e sognare come più gli pare. Basta che non dia a queste chiacchiere il valore di gesti politici. Ne sono soltanto la parodia.