la stanza di Mario CerviTutti gli stalker in galera? Giustissimo ma difficile da realizzare

Vorrei consigliare a voi giornalisti servi che non riconoscete nei magistrati l'unico baluardo di legalità che tiene a galla questo povero Paese, di mostrare all'Anm che ha una parola per tutti quando si sfiora un collega la lista di denunce a carico di Iacovone, il tizio di Brescia capace di dar fuoco ai figli per far dispetto alla moglie. Denunce che non gli impedivano di girare a piede libero e architettare omicidi. Mi sembra chiaro che se quella carogna non era al fresco, sicuramente lo doveva all'inerzia di qualche magistrato troppo impegnato a paventare le prescrizioni berlusconiane per preoccuparsi di una sciocchezza come l'incubo vissuto da una donna che ora ha anche perso i figli. Facile piangere adesso e stringersi in un cordoglio ipocrita.
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Caro Riccomini, sono anch'io uno di quei giornalisti servi che s'indigna per l'inerzia della magistratura e delle forze dell'ordine di fronte a casi di stalking, come usa ormai dire, sfocianti a volte in orribili tragedie. Vorrei anch'io che chiunque manifesti propositi criminali sia messo sùbito in cella, e lì rimanga a lungo. Tuttavia, data la mia deplorevole propensione ai dubbi, mi chiedo in qual modo e per quanto tempo l'apparato repressivo potrebbe intervenire per scongiurare, dopo le minacce, il pericolo di conseguenze terribili. Scrivo da profano delle sottigliezze legali. Ma se chi minaccia fosse messo in galera - il che a me pare doveroso - fin quando dovrebbe rimanerci? I tanti che insistono sull'innocenza di chiunque fino a condanna passata in giudicato ammetterebbero una lunga detenzione prima che fosse stato sparso sangue? Quante denunce di stalking si rivelerebbero poi infondate o non provate? Questi interrogativi inquietanti potrebbero avere una adeguata risposta se attorno alle vittime di stalking, minacce, persecuzioni fosse creata una adeguata rete di protezione, con sorveglianza e intercettazioni e se il minacciatore fosse tenuto costantemente sotto controllo poliziesco dopo aver scontato - ove mai la scontasse - una detenzione breve. Un apparato protettivo e punitivo di questo tipo è realizzabile? Non sono in grado di dare una risposta, che spetta alla magistratura e alla polizia. L'importante è che anche l'opinione pubblica sia coerente, e che non oscilli tra ribellioni contro l'abuso del carcere e invocazioni d'un suo maggiore uso.