Stanze con chiavi anti-uomo negli hotel per donne manager

I grandi alberghi si adeguano e riservano aree alle signore in carriera

Eleonora Barbieri

Il profumo firmato, i sali da bagno, i prodotti di aromaterapia. E ancora, il guardaroba ampio, il bagno con l'illuminazione più potente per un trucco perfetto, l'asciugacapelli professionale. Dettagli di lusso per un albergo comune, ma sempre più necessari per la clientela femminile, quella delle donne che, per lavoro, si spostano abitualmente da una parte all'altra del paese o del globo.
Le viaggiatrici per affari rappresentano ormai il 43 per cento del totale (come rivela un’indagine della Travel Industry Association, ripresa da Usa Today) e, soprattutto, sono una percentuale particolarmente esigente: colte e benestanti, non badano tanto al portafogli, quanto a sentirsi soddisfatte. Tanto che l'Hamilton Crowne Plaza di Washington e il suo corrispettivo a Minneapolis hanno inaugurato un piano dedicato esclusivamente alle signore. E il Grange City di Londra ha riservato loro un’intera ala. Relegando nel dimenticatoio degli anni '80 ogni sentore di «segregazione».
Al Crowne Plaza, le stanze tutte al femminile sono ventinove e si trovano all'undicesimo piano, protette da un sistema d'accesso riservato: può scendere dall'ascensore solo chi è in possesso della tessera magnetica di una delle camere. E la sicurezza, a quanto pare, è una delle priorità delle clienti dell'hotel, insieme alla discrezione: numero della stanza comunicato sottovoce o indicato soltanto con un dito, come avviene al Doubletree di Detroit.
«Spesso ci si trova in grandi alberghi, da sole, e magari qualche signore decide non solo di offrirti il caffè ma, anche, di seguirti e bussarti alla porta. A volte capita, e non è piacevole dover chiamare la reception - racconta Antonella Ratti, presidente di Le amazzoni Club donne manager -. Non che mi sia mai successo nulla di pericoloso, però trovo che l'accesso riservato sia una soluzione intelligente, ti fa sentire più sicura».
Tranquillità e lusso: gli hotel cercano anche di mettere a disposizione delle clienti le comodità di casa. Ormai palestra, piscina e centro benessere sono diventati quasi la normalità. «Viaggio da anni per lavoro - ci spiega Barbara Ricci, presidente e amministratore delegato di Sportwide, società di marketing sportivo - e, prima, trovavo sempre servizi per uomini: il lounge bar che serviva soltanto whisky, il night. Insomma, l'unica possibilità era rimanere rintanata in camera. Ora invece posso prendermi un aperitivo, godermi il solarium, la beauty farm o il parrucchiere nei momenti di pausa. Insomma, molti hanno finalmente capito che buona parte della clientela è costituita da donne: e nel bagno ti fanno trovare lo struccante, il bagnoschiuma, il profumo, per rendere il soggiorno più piacevole». Niente di indispensabile, però: «Se trovo la boccetta firmata, di solito la apprezzo, la metto in valigia e, poi, non la uso mai - continua Ricci - E poi le donne viaggiano con i loro prodotti, si affidano a quelli dell'albergo solo in una situazione di emergenza».
Anche Eliana Monti, fondatrice dell'omonima agenzia per single, è dello stesso parere: «Parto sempre già organizzata. È anche vero però che la necessità sorge, quando uno trova il modo di soddisfarla: perciò ogni servizio in più è sempre gradito. Bisogna anche ammettere, poi, che noi donne siamo piuttosto esigenti: se anche ci facessero trovare il balsamo e lo shampoo, molto probabilmente non sarebbero di nostro gusto. Per soddisfare le richieste di tutte, le stanze d'albergo dovrebbero trasformarsi in un negozio».