Star e 740: quando i conti non tornano

Ecco una carrellata dei casi più famosi di contrasti tra fisco e Vip:
LUCIANO PAVAROTTI Il tenore ha residenza a Modena, sostengono gli ispettori del Fisco. E «big Luciano», dopo aver duellato con il fisco a colpi di avvocati, ha poi deciso di staccare nei confronti dell'erario un assegno di 25 miliardi di lire pagati nel 2001.
ALBERTO TOMBA Il fisco ha contestato all’ex campione di sci mancati versamenti tra il '93 e il '95. La vicenda è finita anche in tribunale e alla fine il campione ha ottenuto l'assoluzione, ma solo dopo aver sborsato 10 miliardi di lire, per appianare passaggi di denaro in società sparse tra vari paradisi fiscali.
DIEGO ARMANDO MARADONA È l'unico caso di «cartella esattoriale» consegnata sulle scalette di un aeroplano. Per contestargli le tasse non pagate gli ispettori del fisco sono stati costretti ad intercettare il campione di calcio durante una coincidenza aeroportuale. Ma il match tra il Pibe de oro e l'erario italiano non si è ancora concluso. In palio 30 milioni di euro che il fisco italiano pretende come maximulta.
STEFFI GRAF L’ex numero uno del tennis ha risolto la sua querelle con il fisco tedesco pagando un'ammenda da un miliardo di lire, mentre il padre (e manager) della campionessa è stato condannato a 3 anni e mezzo di reclusione, 15 mesi dei quali scontati in custodia cautelare.
BORIS BECKER Il re di Wimbledon è stato condannato a due anni di carcere, con la condizionale, e a 500 mila euro di multa per aver evaso il fisco per circa 1,7 milioni di euro tra il 1991 e il 1993. Ha inoltre rischiato un altro processo per gli importi non versati in precedenza. Anche in questo caso il tennista sosteneva di essere residente nel Principato di Monaco, invece che in Germania.