Una star frenata dal carattere Addio ad Anthony Franciosa

L’attore è morto ieri a 77 anni. Aveva recitato in «Un volto nella folla» di Kazan

Maurizio Cabona

Anthony Franciosa (nato Papaleo) è morto ieri a Los Angeles all’età di settantasette anni, sopravvivendo solo sei giorni all’ex moglie Shelley Winters, che lo aveva sposato in terze nozze - le seconde erano state con Gassman - nel 1957. Un anno eccezionale per Franciosa, formatosi in teatro con Piscator e che, nel cinema, avrebbe trovato il successo, non il prestigio, pur lavorando con grandi registi, a cominciare da Un cappello pieno di pioggia di Zinnemann, dove Franciosa era il fratello del reduce morfinomane (Don Murray) dalla guerra di Corea; poiché lo salvava dall’intossicazione, diventava lui il protagonista vero, dunque era lui a vincere la coppa Volpi alla Mostra della Venezia. Sempre del 1957 Un volto nella folla di Kazan, dove Franciosa era il giornalista che smascherava il bonario menestrello di Andy Griffith, rivelando che era un demagogo; e in Selvaggio è il vento di Cukor, Franciosa era il figlio adottivo di Anthony Quinn, che ne seduceva la moglie, Anna Magnani.
Le origini italiane portavano presto Franciosa in Italia per La maja desnuda di Henry Koster (1958), dove il suo personaggio era Goya (Ava Gardner la duchessa d’Alba, che - visti i tempi - era nuda solo nel titolo). Nel 1959 Franciosa era il difensore di un coppia adultera (Gig Young e Rita Hayworth), accusata d’aver ucciso il marito, in Inchiesta in prima pagina di Clifford Odets. Dopo la Magnani, toccava alla Lollobrigida affiancare Franciosa in Va nuda per il mondo di MacDougall (1961), dove la nudità era solo allusiva e dove la trama precorreva quella di Pretty Woman. In quota intellettuali, ora era Tennessee Williams a incrociare il cammino di Franciosa, come autore della commedia all’origine di Rodaggio matrimoniale di George Roy Hill (1962).
Poi sarà ancora l’Italia a offrire a Franciosa i ruoli migliori: in Senilità di Bolognini (1962), tratto da Svevo, era lo scrittore protagonista della storia, che s’innamorava della popolana Claudia Cardinale; nella Cicala di Lattuada (1980) gestiva un alberghetto padano con Virna Lisi; in Aiutami a sognare di Avati (1981) era un pilota americano che cadeva sul territorio che doveva bombardare e trovava nella Melato l’amore di uno dei suoi bersagli; in Tenebre di Argento (1983) era di nuovo uno scrittore - ma a Roma, non a Trieste come in Senilità - ma coinvolto in assassini seriali; nella Morte è di moda di Gaburro (1989) era un commissario alle prese col paranormale.
L’ultimo ruolo di rilievo per Franciosa è stato però di nuovo nell’americano City Hall di Becker (1995), dove era un politicante nella città di cui era sindaco un altro italoamericano, Pacino (però nel ruolo di un greco-americano).