Le star della lirica regalano 4 concerti pro Carlo Felice

Basta una rapida occhiata ai «numeri» del Carlo Felice per capire che l'aria di crisi si respira, in primis, al teatro dell'opera. Insomma, non ci vuole una laurea in economia per capire che la cultura non è considerata pane quotidiano. Tagli dai finanziatori pubblici, tagli dai privati, fermo restando che sopravvive la buona volontà da parte di tutti; ma se di musica non si vive, tantomeno si vive di buona volontà.
Le cifre ufficiali parlano chiaro: si parte con un disavanzo di otto milioni di euro, con un bilancio preventivo di 23 milioni contro i 31 dell'anno scorso. Mica poco. Lo Stato ha ridotto il contributo a 13 milioni e 400.000 euro (con un taglio di 2 milioni e 600.000 euro), il Comune mantiene la stessa cifra (2 milioni e 600.000 euro), ma vengono a mancare i finanziamenti delle Colombiane, entrata suppletiva preziosa fino allo scorso anno. La Regione mantiene il contributo di un milione, la Provincia 102.000 euro.
Dulcis in fundo, i privati: solo Finmeccanica pare mantenga il contributo integro, mentre Fondazione Carige quest'anno opererà sul sociale e sullo sviluppo locale a scapito della cultura. Quindi anche qui è lecito aspettarsi brutte sorprese, a meno che il teatro non decida di affiancarsi all'attività sociale, ad esempio con pacchetti promozionali per le fasce più deboli.
«Abbiamo fatto il massimo con le risorse disponibili» il commissario straordinario Giuseppe Ferrazza non nasconde la non proprio rosea situazione. Il «massimo» si riferisce anche alla programmazione artistica, che ha subito una forzata «riorganizzazione» per cercare di contenere i costi.
A parte lo slittamento di «Rigoletto» e «La vedova allegra», anche la stagione sinfonica ha subito delle modifiche: il concerto del 4 marzo con grande violoncellista Mischa Maisky sarà diretto da Cristopher Franklin invece di Donato Renzetti, cui sarà affidato il «Requiem» di Mozart del 9 aprile; il concerto aperto alla città per la Festa della Donna (8 marzo), si farà a teatro, con uno sforzo in più delle masse artistiche, impegnate già nei preparativi di «Andrea Chénier». Spostamento di fatto per l'appuntamento del 18 aprile diretto da Nello Santi, slittato a data da definire e sostituito dalla «Creazione» di Haydn diretta da Federico Maria Bardelli.
Infine, quattro concerti offerti (nel vero senso della parola) da cantanti di fama internazionale per aiutare il Carlo Felice, tutti accompagnati dall'orchestra e dal coro del teatro: il basso Roberto Scandiuzzi (15 maggio), il tenore Marcello Giordani (21 maggio), entrambi diretti da Steven Mercurio. Il baritono Leo Nucci (28 maggio) e il soprano Mariella Devia (16 giugno) - quest'ultima affiancata in alcuni duetti dal mezzosoprano genovese Elena Belfiore - diretti da Gianpaolo Bisanti.