Star ribelle? Arriva l’angelo custode

Vivono accanto ai vip e controllano che non cedano ad alcol e droga

da Milano

Oggi l’angelo custode costa. Un amico al fianco, dall’alba fino a notte fonda: sempre accanto, pronto a controllare ogni mossa. Che il bicchiere spacciato come analcolico alla frutta non sia un cuba libre, che la sigaretta non sia uno spinello e che la toilette non serva a sniffare cocaina. Amico a pagamento: da 750 a oltre mille dollari al giorno. In media, 700 euro.
Il sober friend è il compagno per le celebrità indisciplinate, quelle che entrano in clinica di riabilitazione, escono e, alla prima serata, ricadono nell’abitudine proibita, la trasgressione che ormai li accompagna come un marchio sulle copertine dei giornali. Ragazzine divorate dal successo e dai soldi come Lindsay Lohan che, a 21 anni, non è già più l’attrice prodigio ma la giovane scapestrata d’America, preda dei paparazzi perché bella, dannata e troppo spesso ubriaca. Colpa del padre (dice lei). Jodie Foster in un’intervista ha accusato invece la madre della giovane attrice: «Ma dov’è? Perché non le sta vicino?». Lindsay Lohan ha risolto (più o meno) da sola: prima ha speso migliaia di dollari per disintossicarsi, poi ha pagato un sober friend. Ha copiato i colleghi, come Robert Downey Jr, Matthew Perry e Owen Wilson. Ha cercato qualcuno che le stesse vicino giorno e notte, ventiquattr’ore su ventiquattro, cane da guardia pronto a mordere, perché sa che cosa significa: l’amico pulito è uno che ha superato la dipendenza e ne è uscito, conosce debolezze e rischi e sa qual è il momento di intervenire. Bastano un giro in bicicletta, una passeggiata, oppure qualche minuto di yoga. Di solito un po’ di distrazione funziona ma, se serve, può anche legare il ribelle al calorifero. Il sober companion è un’ombra: alle feste le star lo presentano come un amico o un lontano cugino, perché tutti sanno della loro dipendenza, delle settimane di riabilitazione, ma l’apparenza ha il suo peso. E ammettere che hai un angelo custode, ma a pagamento, rende improvvisamente la trasgressione molto meno affascinante. La richiesta però è in aumento. Sober Champion, l’agenzia che affitta gli angeli custodi, ormai è un’azienda: dopo le sedi a Los Angeles e a New York, il fondatore Doug Caine è arrivato a Londra, per aiutare divi e dive d’Europa a gestire debolezze e solitudine.
Caine ha spiegato al quotidiano The Independent che i suoi clienti non sono soltanto stelle del cinema e della musica ma, anche, uomini d’affari e adolescenti travagliati. L’importante è il portafoglio: l’angelo può costare mille dollari al giorno se deve ricorrere a cani anti droga o a perquisizioni accurate di chi entra in casa, per controllare che non nasconda sostanze proibite nelle tasche. Segue il cliente passo passo: al supermercato, sul posto di lavoro, ai matrimoni e perfino durante il sonno.
Le case di produzione musicali e cinematografiche a volte pagano un sober friend perché controlli i loro divi troppo ribelli sul set o in tournée. L’importante è che non rimangano da soli con il loro vizio, almeno per un po’. Poi, dopo un mese o un mese e mezzo, l’angelo custode scompare. Ha vita breve, come una borsetta o un paio di scarpe. Però non è solo lui a essere usato.