«Start», e le gallerie mostrano la loro arte

Le migliori ricette, una volta trovato il giusto equilibrio tra gli ingredienti, si presentano agli ospiti con quella sicurezza che è premessa per stuzzicanti variazioni sul tema. In anticipo sulla III Giornata del Contemporaneo, le gallerie della Superba salutano domani l'inizio della stagione espositiva con un opening collettivo.
In una Genova che ha accolto nel suo cuore l'installazione di Qikai Zhang - con la mostra «China Contemporary Art» a Villa Croce - e attende il Salone Nautico, ecco tornare «Start» (genovastart.com). Il nome e il vessillo dell'iniziativa, una pratica piantina con cui scegliere il percorso, sono ormai familiari, perché fra le due passate edizioni l'evento ha richiamato oltre 30.000 visitatori. E la ricetta di questo successo, è proprio il giusto equilibrio tra gli ingredienti.
In primis la sinergia tra pubblico e privato, con la BAG, Morettini dell'Assessorato Giovani che vuole inserire «Start» nel calendario eventi della città, e i galleristi: obiettivo comune, potenziare e diversificare l'offerta culturale partendo proprio dal centro storico, sempre all'ordine del giorno.
E domani, dalle 18 alle 24, il dedalo di vicoli, Patrimonio Mondiale dell'Umanità, è teatro di un percorso scandito da 24 mostre, ordinate in altrettante gallerie (molte aperte anche il pomeriggio di domenica 7).
Ad attendere habitué e non, il clima da vernissage, capace di vincere qualsiasi pigrizia o timidezza. Perché Genova, che sta per abbracciare gli environment della mostra di Kaprow a Villa Croce, sa come conquistare i suoi ospiti. E il segreto di «Start» è la varietà delle proposte, tale da indurre, magari, chi ama gli «storici» a scoprire la ricerca di un giovanissimo e viceversa.
Il consiglio è di avventurarsi oltre i confini del proprio «gusto», tra la riflessione su arte&cibo di UnimediaModern con performance a sorpresa, gli inediti su carta di Franco Garelli (Martini&Ronchetti), Mario Chianese (Il Poliedro), Alberto Marani (Satura) o i «Paesaggi» da Angeli a Tadini e le acqueforti di Chagall (Il Vicolo). O tra i maestri del segno, Hartung, Mathieu, Scanavino e Schneider (Guidi), Maurizio Galimberti (Cerruti Arte), Lanfranco Quadrio (San Bernardo) e i giovani Eleonora Chiesa (Rebecca Container), Vania Comoretti (Guidi&Schoen), Gianluca Groppi (Joyce&Co.) e le «Delicatessen» di Pinksummer.