Stasera Estonia-Italia: "Scacciamo la paura"

Pirlo e De Rossi sono le fondamenta, Cassano e Pazzini il futuro: comincia oggi la corsa per le qualificazioni ad Euro 2012. Prandelli: "Bisogna essere subito squadra per tornare a vincere"

Tallin - Bisogna sfidare la maledizione azzurra del 2010: sette partite e nessun successo. Ecco perchè ritrovare la vittoria nel freddo di Tallinn, al via del cammino di qualificazione a Euro 2012, è obiettivo primario. Per raggiungerlo, Prandelli si affida al ritrovato Pirlo e alla premiata coppia Cassano-Pazzini

Pioggia continua Un pò di palestra e di lavoro fisico in albergo per la Nazionale di calcio a poche ore da Estonia-Italia, per le qualificazioni a Euro 2012. La capitale estone è battuta oggi da pioggia e forte vento, ma al momento lo svolgimento della partita non è in dubbio, nè le condizioni climatiche sono state oggetto della riunione Uefa tenutasi in mattinata. La Nazionale italiana aveva già previsto di lavorare in albergo senza far uso di un campo in erba messo a disposizione. 

Scacciare la paura "La fragilità di questa nazionale è la stessa di tutto il nostro calcio - ammette il commissario tecnico - c’è preoccupazione, non si vede il futuro: ma ci stiamo giocando qualcosa di importante, la paura che prosegua questa maledizione del 2010 può far male e allora bisogna scacciare i pensieri negativi". L’Italia, non solo quella in maglia azzurra, cerca i suoi campioni e aspetta i giovani giusti: "Si ricomincia da capo, il futuro dipende da noi" è lo slogan di Prandelli, pronto a invertire la rotta di Lippi. "La qualità è l’unica via, se non cerchi il risultato senza proporre gioco, non vai lontano. Nessun contrasto con l’idea del gruppo - dice prima di lanciare la stoccata al recente passato - Se poi il gruppo è qualcosa di granitico, con grande carattere, preoccupato di ogni nuovo ingresso, allora quel gruppo non ha futuro...".

Certezze... La certezza del passato su cui ricostruire la squadra ha il volto di Pirlo e De Rossi. E Prandelli si è dovuto improvvisare  "psicologo" con il romanista, centrocampista in crisi: "Ho parlato con lui del ruolo centrale che deve avere e del passato negativo da mettersi alle spalle". Pirlo invece, capitano al suo ritorno azzurro dopo l’infortunio pre-Mondiale, sarà il maestro d’orchestra azzurro. "Cosa mi aspetto da lui? Che sia se stesso, e abbia la capacità di non dare punti di riferimento all’avversario". Tutto il contrario di quel che si chiede alla difesa, dove resta il dubbio portiere tra Sirigu e Viviano: "Sono d’accordo con Gattuso, dobbiamo tornare a insegnare la marcatura ai nostri bambini".

...e futuro Il volto nuovo della nazionale post-disastro è Cassano. "Fantantonio" giocherà a sinistra, anche se la posizione centrale di Londra gli è piaciuta molto. "Lui ha sempre bisogno di affetto: se vede sincerità in chi glielo offre, si apre e dà tutto. Altrimenti si chiude nel personaggio" dice il mister. E proprio in coppia con Cassano ci sarà Giampaolo Pazzini, per la prima volta assieme in Nazionale dopo i fuochi d’artificio nella Sampdoria. "Ne abbiamo parlato talvolta, ora la cosa potrebbe concretizzarsi anche se ancora non c’è nulla di certo - dice scaramantico l’attaccante doriano - Antonio è un campione, ci conosciamo bene, ci siamo fatti gli auguri poi via al lavoro. Se domani dovessimo giocare assieme sarebbe bello anche per la Samp. Cassano è un pò rabbuiato? No, anzi è  tranquillo e nello spogliatoio non si cheta mai. Spero davvero che l’intesa che c’è fra noi possa risultare un vantaggio per la Nazionale, manca il successo da 7 partite, troppe. Non è da Italia". E' carico l'ex viola e chiarisce subito anche i dubbi sul suo rapporto con il ct: "Mai ho pensato che con Prandelli ct le porte azzurre si sarebbe chiuse per me, la Nazionale è diversa da un club e inoltre fra noi non ci sono mai stati problemi, solo scelte diverse. A Firenze avevo poco spazio, era arrivato Gilardino, ma non rinnego i 4 anni vissuti lì, magari qualcuno dirà che ho segnato poco ma per me sono stati importanti e li porterò sempre dentro di me". Appare cambiato Pazzini rispetto ai tempi viola quando decise nel gennaio 2009 di fare le valigie non sopportando più la tensione di un impiego altalenante. Appare più sicuro, sereno, convinto. "Ed è così. Quando giocavo a Firenze ero più giovane e insicuro, ora sono più maturo, freddo, consapevole. D’altronde non era facile fare il titolare dopo Toni. Però ora sarebbe tutto diverso perchè avrei una testa diversa".

Estonia La nazionale baltica è affiliata all’Uefa solo dal ’93 - quando l’Italia di Sacchi colse la prima delle due vittorie su due in Estonia -, gioca in un piccolo stadio da 9.300 posti e su un campo stretto stretto che preoccupa Prandelli. Curiosità sulla formazione: il suo undici base è una sequenza di "u" con dieresi e vocali triple che faranno sudare il nuovo telecronista Rai Bruno Gentili. Nella classifica Fifa l'Estonia è al n.94, ma un confronto di ranking ha meno senso oggi che il Mondiale ha fatto precipitare gli azzurri fuori dalla top ten.