Stasera Juve-Toro, tutti i riflettori sull'arbitro

La lettera della Signora scatena un putiferio. I vertici del calcio per ora prendono tempo, Collina tace ma rimprovera a Dondarini un solo errore. Il derby assegnato a Rizzoli, con lui granata sempre battuti. <strong><a href="/video.pic1?ID=derby_torino">Grande attesa all'ombra della Mole: video</a></strong>

Torino - Altro che camomilla (dixit Giampiero Mughini). È una bomba a orologeria la lettera aperta della Juve spedita ad Abete e Gussoni sul caso arbitri. Esplode e deflagra tra domenica e lunedì, a cavallo di trasmissioni tv (interviene anche il legale di Dondarini al telefono per frenare l’alluvione di insulti, ndr) e dichiarazioni che rendono incandescente il clima del derby di Torino e tutto il resto, compresa Inter-Roma. A dar man forte alle proteste della nuova Juve definita «solare» da Ranieri, interviene a sorpresa, e per la prima volta nella stagione, Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Fiat, Ferrari e Confindustria. Col peso dei suoi incarichi stronca Dondarini così: «Era tanto che non vedevo una partita, ma in quella di sabato ci sono state cose dell’altro mondo. Ho visto un arbitraggio deludente e non all’altezza della serie A». Da segnalare la mano tesa a Collina seguita da un monito: «È persona di grande valore ma dalle parole bisogna passare ai fatti: è giusto premiare i bravi, chi sbaglia paghi».

D’accordo. Ma se Collina dovesse lasciare a casa tutti gli arbitri reduci da errori dovrebbe rivolgersi più che all’estero all’aldilà per trovare qualche fischietto buono per le prossime settimane. Rosetti ha precedenti scomodi in Inter-Roma eppure deve fischiare con la speranza che non faccia come a Udine (gol buono tolto a Ibra). Perciò su Nicola Rizzoli, internazionale, arbitro del derby di Torino, si addensano le nubi. «Ho totale fiducia in lui, dobbiamo aiutarlo e punire severamente quei dirigenti che accusano gli arbitri» dai microfoni di Radio radio attacca Urbano Cairo, presidente del Toro in ansia per l’effetto Dondarini sulla sfida di stasera. Eppure, sempre a Torino, ricordano tra i precedenti di Rizzoli quel Toro-Lazio discusso per via di due espulsioni (Barone e Rolando Bianchi): di questo passo si chiude bottega, altro che campionato irregolare o falsato.

La sortita della Juve sugli arbitri, composta ed educata (definizione di Gianni Petrucci, presidente del Coni), è un sasso lanciato nello stagno. Le reazioni, le più diverse, spostano il dibattito dalle soluzioni per risolvere il deficit arbitrale al retro-pensiero sugli juventini e la loro iniziativa mediatica. Detta Ernesto Paolillo, amministratore delegato dell’Inter: «Sono convinto che questa lettera finisce con il mettere ulteriore pressione e nervosismo sugli arbitri». Ah, sì? Paolillo ha una parziale giustificazione: è da poco nel mondo del calcio. E non sa, e nessuno l’ha informato, che questo è il riflesso condizionato di chi subisce torti e sgambetti. Così parlò anche Massimo Moratti, ai tempi brutti passati e ormai sepolti di “moggiopoli”. Il titolare della massima storica («a pensare male si fa peccato ma il più delle volte si indovina»), alias Giulio Andreotti, si schiera dalla parte dei critici feroci della lettera juventina. «Per decenni gli altri hanno brontolato per i favori alla Juve, non andrebbe messa la pulce nell’orecchio dei tifosi, va bene scriverla ma non pubblicizzarla e qualche volta bisognerebbe abbozzare». Come Andreotti, Gigi Simoni che ha ancora il nervo scoperto del famoso Juve-Inter con rigore negato a Ronaldo. «Fa effetto vederli lamentare, credo che la Juve debba scrivere poco...» sostiene e qui si capisce che la ferita datata ’98 non è ancora rimarginata. Rispunta anche Franco Zeffirelli, storico anti-juventino. «Non mi commuovo, adesso becca la Juve le cose indigeste preparate dagli arbitri» fa sapere. Ricordatevi che dovete soffrire in quanto juventini.

Parlano tutti tranne Abete e Gussoni, i destinatari della lettera juventina. «Lo faremo a bocce ferme» fanno sapere attraverso il portavoce Valentini, tra giovedì e venerdì, oltre il supplemento settimanale del campionato. «Il campionato deve finire regolarmente» ricordano. Come se dipendesse dalla Juve, o dai lamenti e non dagli errori degli arbitri, dalla loro distribuzione casuale e non invece mirata. Collina resta nelle retrovie alle prese con i suoi problemi. In privato rimprovera a Dondarini un solo errore (il mancato rigore contro la Reggina) e, registro alla mano, dimostra che non c’erano altre scelte per Reggio Calabria: o lui, Dondarini appunto, trovato in forma in Atalanta-Milan e Parma-Milan, oppure Rizzoli destinato in anticipo al derby.