Stasera la Roma prova il colpaccio a Madrid

Il capitano giallorosso Totti lancia l'allarme: "Se non affrontiamo la partita con lo spirito giusto per noi sarà un disastro. Serve una Roma cinica, da tre anni lavoriamo per un traguardo così importante"

Madrid - «Totti? Sarà fondamentale, come Raul». Fabio Cannavaro li conosce bene entrambi i due Palloni d’oro mancati. Il romanista ha vinto con lui il mondiale, anche se poi – complici dichiarazioni a distanza non proprio diplomatiche – il rapporto si è un po’ «raffreddato». Lo spagnolo è il capitano delle merengues, che sta diventando l’uomo record della Champions per presenze e gol segnati. «E adesso vorrei eguagliare Gento (sei coppe Campioni vinte, ndr), ma anche giocare tanti anni come Maldini», confessa a Marca l’attaccante dei galacticos che non ha mai nascosto il rammarico di quel trofeo mai ottenuto, ma anche la stima per Totti. «Credo che anche lui sia deluso di non essere inserito in quell’albo d’oro», ha più volte ripetuto Raul.

Il primo gol di Francesco al Bernabeu nell’ottobre 2001 poteva alimentare la speranza di vincere l’ambito trofeo, ma nella classifica finale fu solo quinto, comunque il suo miglior risultato; il bis del 2002 (anno nel quale Roma e Real approdarono a braccetto al turno successivo) fece entrare lui e la squadra giallorossa nella storia, la prima a battere i madridisti in casa propria 35 anni dopo l’Inter di Herrera. Stadio ammutolito e fischi finali per Totti, che poi però diventerà uno dei sogni proibiti di Florentino Perez.
Nell’ultima settimana, i giornali spagnoli non hanno lesinato servizi speciali per raccontare Totti fuori e dentro il campo. «L’interesse nei miei confronti dal Paese dove si gioca uno dei campionati più belli mi fa solo piacere», ha sottolineato ieri Totti.

Dall’altra parte Casillas, portiere del Real, ricorda che anche Raul è un idolo della gente italiana e romana. «È temuto e ha tiri indiscutibili», sottolinea il numero uno madridista.
Insomma, la sfida è aperta: mancherà Van Nistelrooy, il compagno ideale di Raul («ma il Real sa vincere anche senza di lui», ammonisce Spalletti) e Totti offre la ricetta per passare a Madrid: «Serve una Roma cinica, facciamo valere il nostro collettivo ora che abbiamo ritrovato la forma. È una tappa fondamentale, da tre anni lavoriamo per un traguardo così importante, la nostra società merita questo palcoscenico». E a chi gli chiede se teme il miedo escenico, il fattore psicologico del Bernabeu che inibisce gli avversari, risponde: «Temo di più il Real, che ha fatto cose pregevoli». Stasera Totti avrà il supporto di Ilary, del fratello Riccardo e di papà Enzo. Intanto scalda le polveri realizzando due gol in allenamento. Perché se Raul gioca in casa, Totti al Bernabeu vuole ancora lasciare il segno.