Stasera suonano i The Roots gruppo cult Usa dell’hip hop

La band di Filadelfia si è affermata negli anni Novanta per il suo eclettismo

Carlo Garrè

Appuntamento unico (è il caso di dirlo) questa sera al Rolling Stone: arrivano infatti i The Roots, gruppo di assoluto culto per gli ambiti hip hop e black.
Indubbiamente una delle formazioni più originali del panorama mondiale, i The Roots, sono stati, all'inizio degli anni Novanta, una tra le prime formazioni a suonare hip hop con un vero gruppo alle spalle, soluzione che da subito ha portato la band di Filadelfia ad una notorietà di buon livello negli Stati Uniti che si è espansa anche in Europa dopo la prima tournée affrontata dal gruppo.
Dopo il debutto per una piccola etichetta indipendente i The Roots sono riusciti a conquistare i gusti ed il favore di Jay Z, il migliore artista black sulla piazza e proprietario della Def Jam, l'etichetta hip hop più importante dell'intero panorama mondiale.
Il successo è stato da subito planetario e l'attenzione dei media verso i The Roots crebbe in maniera esponenziale soprattutto grazie alle esibizioni dal vivo del gruppo, dei live infuocati dove i personaggi sul palco sono abituati a dare il meglio di loro.
Il rispetto per i The Roots è sempre stato enorme nell'ambiente musicale della musica nera, ma quello che ha stupito molti è l'appeal che rende i The Roots una band che bene si adatta anche agli standard del rock, caratteristica diventata con il tempo peculiare.
Questo approccio decisamente eclettico nel concepire l'hip hop ha portato i The Roots a numerose collaborazioni in diversi ambiti. Dalla scena hip hop sono stati in molti ad aver collaborato con la band di Filadelfia, a partire dalle star Erykah Badu e D'Angelo che con i The Roots hanno collaborato al disco Things Fall Apart vincitore anche di un Grammy nel 1999.
Dopo il successo di quell'album l'altra hit planetaria dei The Roots è stata The Seeds (estratto dall'album Phrenology) che ha raggiunto il top della classifica anche in Italia: il brano in questione era realizzato in collaborazione con un altro artista rispettatissimo negli ambienti indie, Cody Chesnutt. Ora, dopo il mezzo passo falso con The Tipping Point (album arrivato dopo il successo di Phrenology) i Roots sono tornati con un disco di grande livello che presenteranno sul palco del Rolling Stone (dalle 21, ingresso 20 euro).
Il disco in questione è The Game Theory: un lavoro completo, a volte non semplicissimo ma che denota una ricerca di groove e pulsazioni danzerecce potenti e contagiose che restituiscono a ?uestlove (batteria), Hub (basso), Kamal Gray (Tastiere), Knuckles (percussioni), Captain Kirk Douglas (chitarra) e Black Thought (voce) il posto posto di rilievo che questa grande band si merita nel panorama musicale.