Alla Statale il Paradiso diventa un nuovo «Esperimento dantesco»

L’idea è semplice: prendi un’aula dell’università, porta la Divina Commedia, chiama un professore di chiara fama e chiedigli di leggere un canto e di commentarlo. La sorpresa sta nella paternità dell’idea: non del rettore, non di un docente, ma di un gruppetto di giovani studenti di Lettere Moderne. L’avventura è iniziata nel 2005: nella facoltà della Statale quattro amici decidono di voler conoscere meglio la Commedia dantesca. Non basta loro la ventina di canti (su un totale di cento) che la recente riforma scolastica impone di studiare in aula, e così mettono in piedi un’organizzazione che chiama in via Festa del Perdono diversi docenti a commentare il testo integrale del Ghibellin fuggiasco. Risultato? La lettura dell'Inferno due anni fa e quella del Purgatorio lo scorso anno sono riuscite ad appassionare oltre cinquemila persone tra studenti milanesi, universitari e liceali, professori, lettori di ogni età. Da mercoledì prossimo si ricomincia, con il sostegno economico dell'assessorato al Tempo Libero del Comune e dell'Università Statale: Luca, Carlo, Benedetta e Pietro, animatori dell'associazione Studenti universitari milanesi, faranno partire la terza edizione di «Esperimenti danteschi». Ogni mercoledì, dal 14 febbraio al 30 maggio, nell'aula 102 della Statale, si ascolterà la lettura integrale del Paradiso. Milano ha già dimostrato, con il fortunato ciclo di letture tenute da Vittorio Sermonti, di amare Dante; questa volta ciò che sorprende è la giovane età degli organizzatori e la loro determinazione. Sapete come hanno contattato gli esimi professori che verranno a Milano per questo ciclo di lezioni gratuite? «Semplicemente per e-mail», ci spiega Pietro Bocchia. Hanno confermato la loro presenza veri e propri pezzi da novanta dello studio delle lettere come Cesare Segre, Carlo Sini, Francesco Spera, il poeta Franco Loi, Anna Maria Chiavacci Leonardi. Arriveranno a Milano anche Zygmunt Baranski, sino all'anno scorso a capo del dipartimento di italiano all'Università di Cambridge, e il professore Robert Hollander, già docente a Princeton che con la moglie Jean, poetessa, ha da poco pubblicato una nuova traduzione in inglese della Divina Commedia.