Statale, pugno di ferro contro i nipotini del ’68

Dunque, ci sarà. A distanza di quasi quarant’anni dai famigerati anni di piombo, il Senato accademico dell’università Statale ha approvato ieri il regolamento antiscontri. Da oggi chi si renderà responsabile «di episodi di intolleranza e di intimidazione» sarà sottoposto «a provvedimenti disciplinari, sia individuali, sia nei confronti delle eventuali liste che se ne rendessero responsabili». Così si legge nella mozione decisa all’unanimità dal maggiore organo di rappresentanza accademico. Tutti d'accordo, 45 sì, nessun no, nessun astenuto nel «dare mandato al rettore di promuovere i conseguenti provvedimenti».
Per gli studenti da oggi penderanno sul capo ammonizioni e sospensioni fino a un anno o più a seconda della gravità dell’azione commessa e persino espulsioni. Il regolamento verrà redatto dalla apposita Commissione universitaria alla quale è stato chiesto «di rivedere e aggiornare le norme disciplinari con particolare riferimento a comportamenti lesivi dell’agibilità politica e delle regole di convivenza democratica negli spazi universitari». La Statale detta la linea dura per evitare il ripetersi di scontri tra gruppi politici di opposte fazioni che ora entreranno in piena campagna elettorale. Le elezioni si svolgeranno il 12 e il 13 maggio, ma negli ultimi quindici giorni si sono già contati tre episodi di intolleranza risolti a pugni e calci.
«Il Senato accademico deplora nella maniera più ferma gli episodi di intolleranza e di intimidazione che da qualche tempo si stanno verificando nelle sedi universitarie - si legge nel documento approvato ieri - ad opera di alcuni gruppi studenteschi nel cui ambito risultano peraltro attivi anche soggetti non iscritti all’ateneo». Un documento nel quale il senato «impegna tutti i gruppi al rispetto delle regole di convivenza democratica» e auspica per le prossime elezioni universitarie un clima «di piena libertà per i rappresentanti di tutte le liste».
Il rettore dunque non avrà poteri speciali come era stato auspicato da qualcuno, ma la polizia in caso di tafferugli potrà intervenire in maniera più incisiva all’interno dell’Università per sedare gli scontri, mentre la Statale si riserverà il diritto di denunciare i responsabili alle autorità giudiziarie e di chiedere i danni materiali e morali provocati. Nel documento si fa riferimento anche a episodi che non sono tafferugli, ma che vengono giudicati «impropri e inoffensivi per chi lavora e studia in università». Il riferimento è alla partita di calcio organizzata l’altro giorno nel cortile del Filarete che non è piaciuta per nulla al rettore Enrico Decleva.
«Questo documento risponde perfettamente alle nostre esigenze - ha commentato Carlo Armeni rappresentante in Senato per Azione universitaria (lista di destra) -. Era tempo che l’università si pronunciasse in modo inequivocabile verso episodi di intolleranza e che prendesse provvedimenti. Sarà il primo passo verso la normalizzazione delle prossime campagne elettorali». Destra e sinistra d’accordo o quasi. «Ben vengano le sanzioni contro gli intolleranti o chi si rende responsabile di episodi violenti - commenta Filippo Barberis di Sinistra universitaria - ma approvate da una commissione preposta a questo».