Statale, studenti a lezione di rivolta da un "eroe" del ’68

La scrittore Paco Taibo sale in cattedra e spiega tutti i segreti della rivoluzione. Diretta Tv: gli universitari si riuniranno per seguire in televisione la discussione del decreto Gelmini

Occupare è importante ma la violenza non serve a nulla. La vera protesta si porta avanti con l'ironia. È il consiglio di Paco Ignazio Taibo Secondo - giornalista e scrittore di origini spagnole - agli studenti della facoltà di Scienze politiche. E lui, uno degli animatori del Sessantotto messicano, è uno che di mobilitazioni studentesche se ne intende. Alla platea, un centinaio di giovani, spiega i vantaggi di «abbandonare il linguaggio politico utilizzando invece quello letterario, in modo da comunicare e conquistare i cuori della gente». Approfittando della presentazione dell'ultimo libro scritto da suo padre - «Fuga, ferro e fuoco» -, lo scrittore ha tenuto un seminario dal titolo «La libertà non te la regalano». Un'ora e mezza di aneddoti e consigli. E di risposte alle curiosità degli studenti, ansiosi di scoprire tutti i segreti della rivolta. Taibo li riassume con le parole «amore, libertà, fraternità». «Per mantenere viva la protesta - spiega - occorre azzardare, immaginare». La sua ricetta è armarsi di umorismo e resistenza passiva gandhiana «per non abbracciare la violenza, inutile in questo periodo storico». Al termine della lezione Taibo ha rilasciato autografi ai ragazzi che poi hanno proseguito la discussione per organizzare il prossimo appuntamento: lo sciopero generale di domani. E la diretta tv prevista a partire dalle 10.30 di oggi, quando il Senato comincerà a discutere il decreto Gelmini.
La giornata di ieri è stata scandita da nuove lezioni all'aperto e consigli di facoltà improvvisati in Galleria. A scendere in piazza sono stati gli studenti di Bicocca, Scienze politiche e Accademia di Brera. I primi hanno «occupato» la Galleria Vittorio Emanuele per un consiglio di facoltà - quella di Psicologia - straordinario ma ufficiale e provvisto anche del numero legale. Al termine il gruppo, capeggiato dalla preside Laura D'Odorico, ha deciso di tenere lezioni all'aperto martedì prossimo e ha approvato un documento nel quale si chiede al governo di «cambiare i meccanismi di distribuzione delle risorse» piuttosto che incentivare «tagli indiscriminati». Poco distante, in piazza Duomo, gli studenti dell'accademia delle Belle arti di Brera hanno scelto la statua di Vittorio Emanuele come aula all'aperto per una lezione di restauro, organizzata da Duilio Tanchis. Ma è stata ancora una volta la sede di Scienze politiche l'anima della protesta. Intorno a mezzogiorno, alcuni studenti si sono riuniti nella vicina piazzetta per seguire il seminario "Mercato e società" tenuto da Maria Danna, ricercatrice di Sistemi sociali comparati.
Una piccola pausa fino al primo pomeriggio e poi di nuovo tutti insieme per ascoltare Paco Ignazio Taibo Secondo. Questa mattina, invece, è la volta di Dario Fo. Il premio Nobel è atteso nell'aula magna della Statale per un seminario.