Per gli statali cento euro in più in busta paga

Siniscalco: intesa equilibrata. Non ho fatto il ministro del Tesoro ma quello dell’Economia

Francesco Casaccia

da Roma

Fumata bianca. Dopo un nuovo round notturno a Palazzo Chigi, governo e sindacati raggiungono l’accordo sul rinnovo del contratto degli statali. L’aumento è pari al 5,01%, di cui almeno lo 0,5% da legare alla produttività, che corrisponde a incrementi medi lordi di 99 euro per il personale contrattualizzato e 100 euro per i ministeriali. Per quanto riguarda la mobilità, l’intesa prevede che le parti avvieranno un confronto per mettere a punto un piano. Nel documento sottoscritto ieri notte, però, non vengono indicate cifre. In più, l’esecutivo invierà una lettera alle parti sociali per aprire una trattativa sulla riforma del modello contrattuale. A questo punto, i sindacati revocano gli scioperi proclamati nel mese di giugno. Soddisfatto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che ringrazia le parti sociali. Solo il sindacato autonomo Rdb-Cub non firma l’intesa.
La trattativa riparte di notte in modo da rispettare l’incomprensibile liturgia dei vertici sindacali notturni. Da un lato, Letta con i ministri economici, dall’altra le delegazioni al completo di Cgil, Cisl e Uil, guidate dai rispettivi segretari generali, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti. In mattinata, il consiglio dei ministri, aveva dato mandato alla delegazione del governo per chiudere il negoziato con aumenti fino al 5,1%. E sulla parte normativa, l’ultima proposta dell’esecutivo si ammorbidisce rispetto alla precedente. In sostanza, si chiede di «finalizzare di più» il secondo livello di contrattazione agli incentivi per la produttività. In dettaglio, il governo propone che non meno dello 0,5% dell’incremento retributivo venga «destinato a incentivare la produttività». Sulla mobilità, invece, partirà un confronto con i sindacati. L’idea è quella di una riduzione del personale pubblico di 60mila lavoratori tra il 2005 e il 2007. La proposta di Palazzo Chigi contiene, inoltre, garanzie esplicite sull’autonomia del contratto integrativo. Infine, il documento stabilisce che il governo invierà anche una lettera ai sindacati invitandoli ad aprire un negoziato per modificare l’attuale modello contrattuale.
Con questa intesa, dichiara Letta, «si realizza un passaggio importante per il miglioramento della pubblica amministrazione». E poi, aggiunge, «Berlusconi aveva messo al primo posto del programma di governo il rinnovo dei contratti pubblici». Il ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, parla di un protocollo d’intesa «equilibrato. Non ho fatto solo il ministro del Tesoro ma ho cercato di fare il ministro dell’Economia». Questa intesa è «essenziale per almeno tre motivi: primo, il potere d’acquisto; secondo, l’efficienza della pubblica amministrazione; terzo, evita di trasmettere shock al sistema produttivo». Il ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini, conferma che il governo aprirà un confronto con le parti sociali sulla revisione del modello contrattuale. Non tutti i sindacati, però, sono d’accordo, a cominciare dalla Cgil. Proprio per questo, spiega Baccini, «abbiamo usato lo strumento della lettera». Anche il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, definisce l’accordo «un compromesso alto, il migliore possibile. È un irresponsabile che critica questa intesa».
Soddisfatti i sindacati. «È un fatto positivo - osserva Angeletti - che salvaguarda il potere d’acquisto. Si tratta di un risultato compatibile con la finanza pubblica, in linea con quanto ottenuto nei settori privati». Angeletti assicura che «risponderà positivamente alla lettera del governo sul modello contrattuale». Per Epifani, l’accordo «riconferma la mediazione raggiunta. Sono soddisfatto. È una giornata importante ma senza gli scioperi forse questo risultato non sarebbe stato raggiunto». Pezzotta giudica buona l’intesa. «La mediazione che avevamo raggiunto si è concretizzata. È la conferma che il sindacato è sempre in grado di assumersi le proprie responsabilità». Anche Pezzotta, come Angeletti, risponderà positivamente alla lettera dell’esecutivo sul modello contrattuale in modo che, spiega, «non debba più accadere che i lavoratori aspettino 17 mesi per vedere il loro contratto rinnovato. Il sindacato deve poter riformare gli strumenti se non funzionano». Anche Renata Polverini, vice segretario generale dell’Ugl, esprime «soddisfazione per l’intesa faticosamente raggiunta. L’aumento che sembrava irraggiungibile, rappresenta il massimo possibile in una situazione economica particolarmente sfavorevole».