Statali, la Corte dei Conti critica il ministro Nicolais

La magistratura contabile in una relazione al parlamento avverte: "Costi cresciuti a rimti elevati". Risparmiare dev'essere "una priorità". La replica: "Non tengono conto del costo della vita"

Roma - Nuovo monito della Corte dei Conti sulla spesa per il pubblico impiego: in una relazione inviata al Parlamento sul costo del lavoro pubblico per gli anni dal 2002 al 2005, la magistratura contabile rileva che negli ultimi anni la spesa è cresciuta "a ritmi elevati" e che il suo contenimento "deve costituire una priorità delle politiche contributive". Nella relazione, la Corte dei Conti invita a seguire "comportamenti coerenti" a questo principio e punta anche il dito ad "una carente rappresentazione contabile delle spese per il personale, sia nei documenti programmatici che in quelli consuntivi".

La replica di Nicolais "La Corte dei Conti dovrebbe considerare anche l’aumento del costo della vita". È questa la replica del ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais, ai rilievi della magistratura contabile sulla spesa eccessiva dello Stato per gli stipendi dei dipendenti pubblici. "Abbiamo già fatto uno sforzo - ha detto Nicolais - e non si possono chiedere performance migliori senza tenere conto che hanno un costo. Io lo dico sempre: un insegnante di scuola superiore che a fine carriera guadagna 1.800 euro netti al mese può mantenere due figli a scuola o all’università e avere una vita dignitosa? Probabilmente qualcuno di noi guadagna molto e qualcuno pochissimo, però teniamo conto che gli insegnanti sono un milione sui 3,5 milioni di dipendenti pubblici". L’aumento contrattuale per gli statali, ha concluso il ministro, "è stato un incremento superiore a quello degli altri? Probabilmente era necessario".