Statali, Damiano bacchetta Nicolais: "Ci vuole coerenza sulle pensioni"

Il ministro del Lavoro: "Il piano Nicolais sulla pubblica amministrazione non può contraddire il protocollo sul welfare
del 23 luglio, che prevede un aumento graduale dell’età pensionabile"

Roma - "Penso che sia necessario avere una coerenza generale sui temi pensionistici", lo ha detto il ministro del Lavoro e della Previdenza, Cesare Damiano a margine dell’assemblea della Covip rispondendo a chi gli chiedeva del piano della pubblica amministrazione di ricorrere a pensionamenti anticipati. "So che il ministro Nicolais su questo argomento ha avviato una concertazione con i sindacati del pubblico impiego. Io, per mio costume, non entro in materie che non sono di mia competenza. Naturalmente, ritengo che quando si parla di materia pensionistica di avere una coerenza generale. Il problema pensionistico non è settoriale, è un problema generale e la tendenza sulla quale il governo ha lavorato è quella di aumentare gradualmente l’età pensionabile che invece avrebbe costretto i lavoratori a fare un balzo improvviso di tre anni da gennaio prossimo. Questa coerenza deve valere per tutti i settori, naturalmente saranno discussioni che si svolgeranno nell’ambito del Consiglio dei ministri".

Nicolais: "Il mio piano è coerente" Ma il ministro della Funzione pubblica non è d'accordo e replica alle accuse di Damiano: Il piano di esodi programmati nella pubblica amministrazione "è totalmente coerente con il protocollo sul welfare". E non solo, secondo Nicolais il piano che incentiva gli esodi negli enti pubblici "a regime", cioè dopo tre anni, "porterà risparmi". Il ministro ha poi aggiunto che sulle quantità "ancora non ci sono stime". Mentre sulle risorse da mettere in campo per favorire i prepensionamenti, "ci sarà un fondo misto con gli enti locali". Quanto ai fondi per i rinnovi contrattuali, "l’impegno preso sarà sicuramente mantenuto". Ma sulla prossima tornata contrattuale "non posso dare io garanzie", risponde il ministro.

"Tfr, soddifatto per adesione ai fondi pensione" «Si tratta di una scommessa riuscita -aggiunge Damiano- abbiamo anticipato di un anno il decollo della previdenza complementare. Abbiamo corso un rischio, ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo incrementato del 50% in sei mesi, direi che è un bel risultato e siamo convinti di poter raggiungere entro l’anno il 40% di adesioni». Le ombre, però, esistono ammette il ministro: «Il primo è quello costituito dalle piccolissime imprese del commercio, del lavoro autonomo, del terziario -continua Damiano- che hanno un grande bacino di lavoratori difficilmente raggiungibile. C’è ancora da fare su questo punto. Il secondo è rappresentato dai giovani che stentano ancora ad entrare. Su questo, il Governo avanzerà con una campagna di informazione dedicata proprio a loro».