Statali e scuola: 16 aprile sciopero La Cgil: governo altalenante

Linea dura contro il governo Prodi: lo stop a sostegno del rinnovo dei contratti fermi dal 31 dicembre 2005. La vertenza riguarda oltre tre milioni e mezzo di lavoratori

Roma - Lo sciopero generale nel pubblico impiego sarà il 16 aprile, insieme a quello già proclamato per la scuola. Una proposta in questo senso è stata fatta dalle segreterie nazionali dei sindacati di categoria di Cgil-Cisl-Uil agli esecutivi. Lo sciopero deciso oggi è a sostegno della vertenza per il rinnovo dei contratti pubblici, scaduti dal 31 dicembre 2005, cioè da quindici mesi. La vertenza riguarda circa tre milioni e mezzo di lavoratori. Gli esecutivi delle categorie del pubblico impiego hanno dato formalmente mandato alle rispettive segreterie di avviare le procedure previste dalla normativa sugli scioperi. In occasione dello sciopero, si svolgeranno tre manifestazioni al centro, al nord e al sud d'Italia. Probabilmente si terranno a Roma, a Milano o Bologna e a Napoli. Fonti sindacali riferiscono che la decisione di oggi vuole essere uno «strumento di pressione» in vista del tavolo sulla modernizzazione della pubblica amministrazione che si aprirà domani pomeriggio a Palazzo Chigi.

L'unico modo per sospendere lo sciopero «è fare le direttive presto e bene, con le indicazioni delle risorse». È quanto ha affermato il segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi. «Oggi c'è stata la decisione formale rispetto a quanto dichiarato nei giorni scorsi, è evidente - ha affermato Nerozzi - che in questi mesi c'è stato da parte del governo un atteggiamento altalenante sui contratti pubblici, nonostante gli accordi firmati come quello del 4 novembre. Ora il problema è che il Governo faccia immediatamente le direttive all'Aran per iniziare la trattativa». Nerozzi ha ribadito poi la richiesta della Cgil di far partecipare al tavolo sulla pubblica amministrazione, che si aprirà domani a Palazzo Chigi, anche i rappresentanti delle regioni e delle autonomie locali. Nerozzi ha anche sollecitato l'Esecutivo ad attuare il memorandum sul lavoro pubblico sottoscritto a gennaio. «Per noi è stata una cosa seria e non un fatto di propaganda - ha aggiunto - ci siamo fatti carico anche del fatto di farlo firmare a regioni e comuni. Chiediamo, inoltre, soluzioni per risolvere il precariato nel pubblico impiego».