Statali ed esodo incentivato, coro di no alla bozza Nicolais

Forza Italia attacca il ministro della Funzione pubblica: proposta costosa e iniqua. Sindacati irritati per la bozza sulla "rottamazione degli statali"

da Roma

Un coro di «no» e di distinguo accoglie il piano Nicolais sul prepensionamento dei pubblici dipendenti. Gia nota come «rottamazione degli statali», la proposta del ministro della Funzione pubblica prevede sostanzialmente incentivi economici ai dipendenti che si ritirano prima della scadenza. «Con Padoa-Schioppa, stiamo preparando - spiega Nicolais - un progetto per avviare verso la pensione volontaria chi ha oltre sessant’anni, con una spinta economica di un paio di annualità». Il piano riguarderebbe 10mila pubblici dipendente nei prossimi due anni, e consentirebbe risparmi teorici di circa 400-500 milioni (senza considerare i bonus d’incentivo al pensionamento). Il turnover nella Pubblica amministrazione sarebbe di tre uscite per ogni nuovo assunto.
Sul progetto piovono critiche di metodo e di merito. «Nella proposta di Nicolais c’è il trucco, e si vede: se davvero si vogliono ridurre gli organici - osserva Giuliano Cazzola, esperto di questioni previdenziali - basta applicare al turnover la formula del tre per uno. Mentre sarebbe veramente iniqui - aggiunge - se i lavoratori del settore privato, la cui età pensionabile aumenta, dovessero assistere a esodi incentivati nella Pubblica amministrazione, finanziati dalla fiscalità generale». Critico anche Maurizio Sacconi (Forza Italia): il progetto supera «in modo indiscriminato il blocco delle assunzioni, e non garantisce una effettiva mobilità». Il sospetto è che si tratti di una proposta costosa, a favore del settore pubblico che (come ricorda l’economista Renato Brunetta) ha già avuto negli ultimi anni aumenti retributivi doppi rispetto al settore privato.
Nello stesso governo non mancano dubbi e perplessità. «Il piano sugli statali lo dobbiamo ancora affrontare - commenta il ministro del Lavoro, Cesare Damiano - lo valuteremo con attenzione, insieme ai sindacati». Mentre a Paolo Ferrero non sfugge la contraddizione fra aumentare l’età pensionabile e, allo stesso tempo, fare prepensionamenti. Molto deciso il «no» della Uil alla bozza Nicolais. Il segretario Luigi Angeletti fa sue le motivazioni di Ferrero ricordando il recente protocollo, che prevede l’aumento dell’età pensionabile. «Poi - ricorda - si risparmierà sugli stipendi, ma bisognerà pagare le pensioni». Il segretario Ugl, Renata Polverini, critica il sistema di anticipare sui giornali argomenti che «vanno discussi con il sindacato». Sospettoso, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni: «Stiamo aspettando un piano complessivo sul pubblico impiego, e invece - osserva - ogni volta ci arrivano proposte-iperbole: mi chiedo se abbiano voglia di fare le cose serie, oppure di fare un po’ di schiuma per depistare la discussione». Nicolais inconterà martedì Cgil, Cisl e Uil.
Per mercoledì, sempre al Tesoro, è fissata una riunione per mettere a punto un piano di dismissioni immobiliari da cui incassare almeno due miliardi di euro. In settimana continuano anche gli incontri sull’impianto complessivo della Finanziaria. Le richieste dei ministeri hanno superato i 20 miliardi di euro (coperti al massimo al 20%): una enorme gatta da pelare per Padoa-Schioppa. E ancora non sono state ufficializzate le costose richieste della sinistra radicale: arriveranno domani.