Statali, licenziato chi rifiuta il trasferimento

Il documento di riforma della Pubblica amministrazione del ministro Brunetta si presenta come una rivoluzione: chi sta a casa con un certificato falso rischia la condanna per truffa aggravata. Stop ai premi a pioggia

Roma - Rivoluzione Brunetta. Sulla pubblica amministrazione sta per abbattersi la scure del nuovo ministro della Funzione pubblica. Lo statale che presenta un certificato contenente false attestazioni di malattia si macchierà del reato di truffa aggravata e pertanto sarà licenziato. In più chi rifiuta la mobilità potrà essere licenziato in tronco. Lo prevede una bozza del nuovo documento su riforma del lavoro pubblico e contrattazione consegnato da Brunetta ai sindacati nel giro delle consultazioni sul piano industriale.

Malattia E' previsto anche un rafforzamento del sistema dei controlli medici giornalieri durante il periodo di assenza per malattia del dipendente nonchè il licenziamento del medico, se pubblico dipendente, nel caso di falsa attestazione. Il documento prevede, dunque, una modifica sostanziale della "complessa, quanto inefficace, disciplina delle sanzioni. In primo luogo - è scritto - si definiscono le violazioni che danno luogo al licenziamento che diventano reato di truffa aggravata, quindi si semplifica il procedimento disciplinare accelerando i termini procedimentali ed eliminando la perentorietà di quelli non strettamente attinenti al diritto di difesa". L’obiettivo è di agevolare la conclusione del procedimento e l’effettiva irrogazione della sanzione. Il dirigente, con più poteri disciplinari, sarà responsabile personalmente se non avvia il procedimento. Oltre a modificare la disciplina delle sanzioni, Brunetta punta a introdurre la cultura della valutazione, ad un riordino della dirigenza e alla riforma della contrattazione.

Mobilità I lavoratori pubblici in esubero che rifiutano di essere spostati in un’altra amministrazione saranno licenziati. Lo prevede sempre il documento Brunetta. Stop anche ai premi a pioggia "a prescindere dalla qualità del lavoro svolto", ma che dovranno essere corrisposti secondo la "valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi". La produttività - è scritto - "dovrà essere direttamente commisurata ai risultati ottenuti". Limitazioni anche per la carriera sulla base di automatismi dovuti all’anziantà di servizio. Quanto agli esuberi, dunque, l’idea è di introdurre un sistema di rilevamento delle unità di personale in più "perché non più funzionali alla struttura o perché inutili sotto il profilo della competenza e della professionalità".

La valutazione Per la prima volta - dice il documento - "si ancora il sistema di valutazione del personale e dei dirigenti pubblici agli standard qualitativi dei servizi erogati che costituiscono criterio oggettivo e controllabile anche dall’esterno, dato l’obbligo di pubblicità degli indicatori di produttività e delle operazioni di valutazione, del rendimento dei dipendenti". La valutazione si svolgerà sì nelle singole amministrazioni, ma sarà "validato e controllato" da un organismo centrale. Anche i passaggi di carriera avverranno attraverso concorsi, valutati rigorosamente. Le indennità di risultato saranno attribuite ad un numero limitato di dirigenti in base, appunto, ai risultati conseguiti.