Gli statali si mangiano il tesoretto e Prodi si rimangia il taglio dell’Ici

La Confedilizia: «Con la riforma del catasto l’imposta triplicherà»

da Roma

Ridurre l’Ici? «Non posso abbassare le imposte se prima non abbatto il livello indecente di evasione fiscale». Romano Prodi, su Repubblica, risponde con un niet al «cavallo di battaglia» di Francesco Rutelli sull’utilizzo del «tesoretto». Anzi. Tommaso Padoa-Schioppa va anche oltre. Il ministro dell’Economia annuncia che, per colpa del rinnovo del contratto degli statali, il «tesoretto» verrà ridotto. Ed annuncia una manovra correttiva per trovare maggiori risorse per le infrastrutture.
Un’ipotesi che nemmeno il presidente del Consiglio se la sente di confermare. Così prova a confondere le acque: «Non ho niente da dire. Padoa-Schioppa parla di bilancio d’assestamento che può riportare delle variazioni. Una prassi comune che è nella normalità degli eventi».
Nell’intervista al Sole 24 Ore, il ministro dell’Economia accenna all’eventualità di una manovra correttiva da introdurre attraverso un decreto legge da presentare insieme al Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef). Ed aggiunge che con il bilancio d’assestamento sarà necessario modificare alcune norme della Finanziaria che tagliano le risorse ai ministeri.
Prodi, poi, prova a prendere tempo, ed annuncia per il 28 giugno il Bilancio d’assestamento. La settimana scorsa aveva annunciato per la stessa data il Dpef. Documento sul quale la maggioranza chiede un vertice politico con Padoa-Schioppa.
Ma è sull’Ici che Prodi gira il coltello nella ferita della Margherita. Per giustificare il suo «no» all’eliminazione dell’Ici sulla prima casa, come chiesto a gran voce da Rutelli, il presidente del Consiglio osserva: «Come si fa a distribuire risorse se non si fa un po’ di accumulazione?». E l’accumulazione - per Corrado Sforza Fogliani, presidente della Confedilizia - può arrivare proprio dalla riforma del catasto. «Farà triplicare la base imponibile dell’Ici», prevede. «Non crediamo - dice durante ad un incontro con i parlamentari - alla promessa dell’invarianza di gettito. Nella legge c’è questa indicazione, ma non c’è alcun parametro fisso».
La norma (della Finanziaria) prevede la riforma catastale da introdurre con un corrispettivo riduzione delle aliquote, così da lasciare il tributo invariato. «L’esperienza ci insegna - aggiunge Sforza Fogliani - che quando i Comuni hanno a disposizione una forchetta di aliquote, applicano sempre quelle più alte. Trovano sempre una ragione per farlo».
Alfiero Grandi, sottosegretario all’Economia, ripete che la riforma del catasto «sarà a saldo zero per le casse dello Stato». Insomma, i contribuenti non pagheranno un euro in più di tasse. E ribadisce che la «riduzione della tassazione sulla prima casa è un impegno che verrà mantenuto non appena ci saranno le risorse».
Piccolo particolare. L’introduzione della riforma catastale, a cui Prodi subordina la riduzione dell’Ici, entrerà in vigore (secondo uno studio del Sole 24 Ore) solo nel 2010. Vale a dire, l’anno che precede la fine della legislatura.