«State a casa, rischiate rappresaglie»

Dopo gli attentati che hanno colpito la capitale britannica, le associazioni della comunità islamica londinese hanno invitato i musulmani a non uscire di casa, per timore di eventuali rappresaglie: è ancora vivo il ricordo di alcuni episodi di ritorsioni avvenuti dopo le stragi dell’11 settembre a New York e dell’11 marzo a Madrid. Il presidente della Commissione islamica per i diritti umani Massoud Shadjareh, condannando gli attentati di ieri, ha auspicato che «non ci debbano essere altre vittime a causa di rappresaglie»; e anzi si è detto «molto preoccupato di ritorsioni»: per questo ha lanciato un appello ai fedeli musulmani residenti a Londra o in altre zone del Paese a «restare vigili» e a «rimanere in casa», anche per evitare di «raccogliere provocazioni». Anche il Consiglio musulmano di Gran Bretagna ha condannato duramente gli attacchi: «Abbiamo festeggiato come londinesi, contenti che la nostra grande città si fosse aggiudicata i giochi olimpici. Ora guardiamo stupefatti nella veste di testimoni i brutali attacchi alla nostra capitale». La comunità islamica londinese conta circa un milione di persone su un totale di 11,22 milioni di abitanti ed è composta in prevalenza da immigrati di Pakistan, India e Bangladesh; solo il 5 per cento è originario del Regno Unito.