Stati Uniti In cella per 65 anni Condannato a morte muore di vecchiaia

È morto a 94 anni, per cause naturali, Viva Leroy Nash, il più anziano condannato a morte degli Stati Uniti. Bianco, pluriomicida, ha finito i suoi giorni nell’infermeria del carcere di Florence, in Arizona
in condizioni pietose, quasi cieco, sordo, sulla sedia a rotelle e affetto da una grave demenza senile. Viva Leroy era nel braccio della morte da 25 anni, da quando il Tribunale supremo dello Stato ratificò definitivamente la sua condanna capitale per l’uccisione di un commerciante di Phoenix, sempre in Arizona. L’ultimo episodio di una vita passata praticamente sempre in carcere, interrotta soltanto da brevi momenti di libertà durante i quali ha ucciso e rubato. «Nato nel 1915 - racconta il suo ultimo avvocato - Viva Leroy è finito in galera quando era ancora un ragazzo. Ed è rimasto rinchiuso nei successivi 80 anni della sua vita, più o meno sempre». I media americani, appassionati di statistiche, hanno calcolato che ha vissuto in carcere oltre 65 anni, più di due terzi della sua esistenza. La storia criminale di Viva Leroy inizia nei ruggenti anni Trenta, quando giovanissimo spargeva il terrore con le sue rapine a mano armata tra gli Stati dello Utah e dell’Arizona.