Gli Stati Uniti chiedono l’immediata liberazione di otto attivisti americani

Gli Stati Uniti esigono la «liberazione immediata» di otto attivisti americani filotibetani, condannati a dieci giorni di detenzione durante lo svolgimento dei Giochi Olimpici a Pechino. È quanto fa sapere l’ambasciata Usa nella capitale cinese. «Abbiamo chiesto la loro liberazione immediata», ha spiegato Susan Stevenson, portavoce dell’ambasciata Usa a Pechino.
Tra gli otto arrestati si trovano anche due manifestanti fermati venerdì dopo che avevano dispiegato uno striscione pro-Tibet vicino a siti olimpici. Gli altri sei erano stati arrestati martedì e condannati giovedì a 10 giorni di detenzione amministrativa, pena che può essere comminata a discrezione della polizia senza bisogno del giudizio di un tribunale. I difensori dei diritti umani affermano che i Giochi Olimpici non sono riusciti a migliorare la situazione dei diritti dell’uomo in Cina. Già nei giorni scorsi l’ambasciata Usa aveva chiesto «alle autorità cinesi di rispettare il diritto di espressione e di libertà di religione di tutti gli individui nel corso delle Olimpiadi, anche tenuto conto che si tratta di diritti riconosciuti dalla stessa legge cinese».
A partire dall’inizio di agosto una trentina di attivisti pro-Tibet sono stati fermati e successivamente espulsi dalla Cina per aver dato vita ad una serie di manifestazioni pro-Tibet.