Stati Uniti e Russia non scherzano e scelgono il primo aprile per far pace

Per incontrarsi e far pace han scelto un primo d’aprile a Londra. Come dire il giorno delle burle nella capitale degli scherzi. Data e luogo a parte, Barack Obama e il suo omologo russo Dmitri Medvedev sembrano far sul serio. Di date e posti migliori era difficile trovarne. La vigilia dell’apertura del G20 è un appuntamento obbligato per due capi di Stato costretti a far i conti entro il 5 dicembre con l’inesorabile scadenza dello Start, il trattato sulla riduzione per le armi strategiche firmato nel luglio 1991 da George Bush padre e dall’allora presidente dell’Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov. Per mettere a punto un trattato che segnò la fine della guerra fredda Washington e Mosca impiegarono più di dieci anni.
Stavolta Obama e Medvedev hanno meno di nove mesi per impedire che la scadenza dei vecchi accordi resusciti paure e ostilità del passato. Soprattutto dopo un “annus horribilis” in cui il conflitto georgiano, l’ostilità di Mosca al progetto di scudo spaziale americano e gli scontri sul nucleare iraniano hanno riattizzato le tensioni della guerra fredda. Spegnerle con una stretta di mano e un incontro di poche ore non sarà certo possibile, ma il vertice del primo aprile, annunciato ieri dal Cremlino, è la premessa indispensabile per riallacciare il dialogo e permettere la ripresa delle complesse trattative bilaterali indispensabili per aggiornare gli accordi sul disarmo. «Stiamo concordando due dichiarazioni presidenziali, una generale sulle relazioni russo-americane e un’altra sulle armi strategiche. I testi stanno prendendo una buona piega e dovrebbero servire come punti di partenza per l’ulteriore lavoro», spiegava ieri il consigliere della presidenza russa per la politica estera Serghiei Prikhodko.
L’incontro tra i due capi di Stato, preparato nelle scorse settimane dal segretario di Stato Hillary Clinton e dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, servirà insomma ad oliare gli arrugginiti ingranaggi delle relazioni bilaterali. «Cercheremo di raggiungere un’intesa su tempi e parametri di lavoro per un accordo che rimpiazzi lo Start, in modo da poter fissare i primi punti comuni entro il successivo summit e completare il lavoro entro la fine dell’anno», ha aggiunto Prikhodko, rivelando che a Londra i due presidenti concorderanno anche la data del loro primo autentico summit bilaterale. Summit che potrebbe svolgersi tra maggio e agosto.
Washington e Mosca sembrano insomma decise a metter fine al clima di crescente tensione che ha segnato la fine della presidenza di George W. Bush ed è coinciso con il tentativo del Cremlino di riappropriarsi del suo ruolo di grande potenza internazionale. Medvedev di recente si è reso protagonista di vari passi distensivi come annuncio sull’imminente ritiro delle forze russe dalla Cecenia e la disponibilità a collaborare sul fronte afghano. Ma il vertice di Londra ben difficilmente potrà cancellare le frizioni legate all’allargamento della Nato o la cruciale questione sullo scudo antimissile nell’Europa dell’est che il Cremlino considera indissolubilmente legata al disarmo nucleare.
Barack Obama, convinto sostenitore della necessità di ridurre gli attriti con Mosca ha scambiato lettere e telefonate con l’omologo moscovita sin dall’arrivo nello studio ovale. E il 6 marzo scorso nell’incontro a Ginevra con il suo omologo russo Serghiei Lavrov il segretario di stato Hillary Clinton ha proposto a Mosca di scordare il passato e far ripartire da zero i rapporti tra i due Paesi. “Resettare” il complesso accordo Start basato su una serie di cavilli per addetti al lavoro sarà, però, tutt’altro che semplice. Per capirlo basta considerare due classici semi della discordia come le differenze tra le testate atomiche effettivamente dispiegate sulle rampe di lancio e quelle presenti negli arsenali o i niet di Mosca ai tentativi americani di spulciare dal computo delle armi atomiche i missili convertiti in armi convenzionali grazie alla sostituzione della testata. Ad avvelenare ancor di più il contenzioso s’è aggiunto l’RS 24, nuovo missile russo a testata multipla. Per Washington è la nuova versione di un modello esistente e quindi viola lo Start. Mosca replica facendo sapere di volerlo piazzare sulle rampe solo dopo la scadenza di dicembre. Una dimostrazione, dicono gli esperti militari americani, della poca voglia russa di rivedere il trattato.