La statistica «Festività e maltempo aumentano la malinconia»

Spesso la depressione attanaglia le giornate e da soli non si trova la forza di reagire. Già alzare la cornetta del telefono e chiedere aiuto a qualcuno, seppur estraneo, è un modo per ricominciare. Le periodiche elaborazioni statistiche fornite da Telefono Amico testimoniano che al primo posto spadroneggia la depressione (25 per cento delle telefonate quotidiane); seguono i problemi relativi alla solitudine (17 per cento), quelli giovanili e di coppia con, rispettivamente, il 13 e il 10 per cento delle chiamate.
E ancora: le incomprensioni familiari rappresentano l'8 per cento. Stessa percentuale per chi soffre di malattie mentali. Mentre droga, alcolismo e problemi sessuali in genere incidono per il 15 per cento. Malattie fisiche e suicidi (ma più spesso si tratta di simulazioni di suicidio) rappresentano il 3 per cento delle chiamate. La maggiore concentrazione si verifica puntualmente dopo le 20 di sera; i picchi più preoccupanti si registrano a Ferragosto, Natale e, soprattutto, Capodanno. Infine frequenza e qualità delle chiamate sembrano condizionate dagli eventi atmosferici: il vento esaspererebbe le ansie, la pioggia aprirebbe le porte alla malinconia. Linee roventi anche in concomitanza di avvenimenti tragici quali attentati, rapimenti, stragi, incidenti ferroviari e aerei.