LO STATO COMATOSO DEL TURISMO LIGURE

Parlare di turismo in Liguria è aprire un libro nero. L’esame delle statistiche ben testimonia questo stato comatoso. Di fronte a questo bisogna che tutti gli attori facciano qualcosa. Le Istituzioni dovrebbero fare una politica innovativa che sfrutti il filone enogastronomico (che ha fatto le fortune di zone certamente meno attraenti della nostra) e che porti avanti un percorso di esportazione delle nostre peculiarità all’estero.
A questo proposito è bene ricordare che internazionalizzare l’economia vuole dire anche internazionalizzare la Liguria. Questo vuole dire organizzare momenti di incontro in loco e all’estero per farne conoscere i prodotti e le bellezze. Questo vuole dire fare una rilettura dei compiti e degli obiettivi di strutture come Liguria International.
Questo presuppone un cambiamento di mentalità. Cambiamento che devono fare non solo le Istituzioni ma tutti gli attori del mondo del turismo Ligure. Cambiamento che dovrebbe portare a vedere il turista non come un «pollo da spennare» ma come una risorsa su cui investire. Se si continuerà con la politica dei prezzi esorbitanti (una stanza di albergo a Genova arriva fino a 200/300 euro a notte) e dei servizi oltremodo scadenti saremmo sempre più costretti ad analizzare dati che impietosamente ci parlano di alberghi vuoti, di ristoratori in crisi, di presenze nei musei (fra l’altro fra i più belli del Nord Ovest) ridotte al lumicino. Tutto questo in una delle perle del nostro Paese! E per favore non si parli dell’Unione Europea che si comporta da matrigna. Per avere i fondi ci devono essere progetti e strategie. Strategie che per essere efficaci non devono essere frutto solo dell’idea di un assessore ma devono esprimere un percorso e un’impegno da parte di tutti gli operatori che compongono quel magma che va sotto il nome di settore del Turismo.
*Imprenditore import-export