"Lo Stato deve difendere i sindaci anche se non si chiamano Veltroni"

Luca Zaia, vicepresidente del Veneto: "Per il governo i cittadini non sono tutti uguali, intervenga Napolitano"

da Roma

Vicegovernatore Luca Zaia, sembra che lei sia stato tra i primi a chiamare il sindaco di Cittadella, dopo l’avviso di garanzia. Ovvia solidarietà da leghista a leghista?

«Sono stato il primo in assoluto. Prima di arrivare alla Regione Veneto sono stato per 12 anni presidente della Provincia di Treviso e so bene che cosa vuol dire dover dare risposte ai cittadini, sempre più preoccupati di problemi come la sicurezza. Da qui nasce la mia solidarietà con Bitonci».
Per il pm Calogero il sindaco ha usurpato i poteri del prefetto.
«La competenza di noi amministratori è totale, se bisogna soddisfare un bisogno primario dei cittadini. Bitonci ha solo applicato leggi nazionali ed europee. Anche per i turisti è previsto che dopo 3 mesi, se vogliono restare in Italia, dimostrino di avere un reddito minimo».
Ma forse non doveva essere il sindaco a far rispettare questa norma.
«Guardi, se l’ordinanza l’avesse firmata un sindaco di centrosinistra l’avrebbero applaudita tutti».
Uno come Cofferati o Domenici vuol dire?
«Avrebbero potuto farlo benissimo. In fondo, questo è il seguito dell’ordinanza lavavetri a Firenze. Ma l’iniziativa è molto più importante e alla fine tutti capiranno e si adegueranno».
Intanto, la giustizia si è messa di mezzo.
«L’unica cosa cui il magistrato ha potuto aggrapparsi, sul piano penale, è la costituzione della commissione comunale. Lo stesso procuratore capo di Treviso, Antonio Fojadelli, ha fatto capire che lui non avrebbe emesso un avviso di garanzia, quando al massimo si può trattare di irregolarità amministrativa».
Parla anche lei di uso politico della magistratura?
«Voglio pensare che non sia così, sarebbe troppo grave. Ma i dubbi sono tanti, di fronte all’estrema efficienza dei magistrati in questa vicenda, quando non c’è la stessa tempestività per tanti criminali da perseguire».
Domani (oggi, ndr) ci sarà una manifestazione con sindaci veneti sia di opposizione che di maggioranza, pronti a sottoscrivere l’ordinanza. Una specie di movimento “Indagateci tutti”?
«Assolutamente sì. Ho consigliato ai sindaci di portare subito le ordinanze firmate ai carabinieri, per ritirare l’avviso di garanzia. Con la sua ostilità questo governo, che non ha imparzialità e coerenza neppure verso le leggi che approva, ha ottenuto il risultato di farci coalizzare tutti, indipendentemente dal colore. Faremo una protesta civile, gandhiana, per la democrazia e la civiltà».
I più agguerriti contro di voi sono quelli di Prc.
«Il ministro Ferrero defisce “ipocrita” l’ordinanza e riconosce che lui vota anche norme che non condivide, a incominciare dal pacchetto sicurezza. Chi non rispetta le leggi che approva è proprio il governo».
Perché tanta rabbia, nel Nord?
«Perché per il governo i cittadini non sono tutti uguali. A luglio ci hanno dato dei visionari per le ronde, ad agosto non è successo nulla quando due rumeni hanno massacrato una coppia di anziani, poi c’è stato l’omicidio a Roma della signora Reggiani ed è arrivato il decreto legge».
Vuol dire che se il sindaco si chiama Veltroni tutto cambia?
«È sotto gli occhi di tutti. Ecco perché ci appelliamo al presidente della Repubblica. Napolitano è sempre stato deciso nel richiamare tutti (e la Lega in particolare) al rispetto della Costituzione e delle leggi. Ora, il governo sta massacrando un sindaco che vuole solo far applicare la legge».
Come andrà la manifestazione?
«Alla grande, anche è stata organizzata col last minute. Perché tutti sono con noi».